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Calcolare



Calcolare è un requisito essenziale per migliorare a scacchi. Più si ha la capacità di vedere le mosse nella propria mente e più aumenta il nostro livello di gioco. Per calcolare si intende la capacità di vedere nella propria testa le mosse future che verranno giocate. Ma calcolare non è sempre la cosa giusta da fare. Si gli scacchi sono un gioco di riflessione ma a volte bisogna giocare di intuito e non di calcolo, di impulso e non di pensiero, questo ad esempio quando siamo a corto di tempo.

Molti GM, quando giocano lampo, a parte brevi calcoli, giocano soprattutto sui principi generali che regolano gli scacchi. Ad un famoso GM gli chiesero: “quante mosse dopo riesci a vedere?” – “anche una, basta che sia la migliore”. Da questa risposta possiamo capire tutto. Non è importante addentrarsi in una marea di varianti (lo si può fare per allenare la capacità di calcolo), ma è importante calcolare solo il necessario.

Ora scriverò quali sono i momenti in cui bisogna calcolare:

  1. quando le condizioni sono tali che nell’ aria si fiuta un tatticismo.
  2. quando si “esce” dalla teoria
  3. quando si entra nel mediogioco
  4. quando si esce dal mediogioco
  5. quando bisogna prendere l’iniziativa
  6. quando abbiamo debolezze e dobbiamo trovare le giuste misure difensive

Così non sempre bisogna calcolare. Ad esempio è inutile passare in apertura tanto tempo su mosse che già sappiamo di giocare e che abbiamo già giocato più volte. Così come è inutile cercare in un finale stravinto di fare scacco matto in un minor numero possibili di mosse quando possiamo benissimamnte mattare con un matto del corridoio.


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