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Evoluzione degli scacchi


Il nostro nobil gioco si evolve sempre di più col passare del tempo. Le mosse diventano quasi sempre le più perfette, anche da parte dei neofiti. Si gioca solidamente, alla ricerca dei punti chiave della partita, sfruttando le debolezze dell’ avversario si cerca di guadagnare piccoli vantaggi per poi concretizzarli.
Una volta però il pensiero scacchistico non era così, era molto rude, nei manuali consigliavano di dare importanza solo al gioco sull’ ala di re: “se vedete una mossa forte sul lato destro della scacchiera, fingete di concentrarvi sul lato sinistro per non insospettire l’ avversario”.
All’ epoca non “esisteva” l’ ala di donna. Esisteva solo il re, e il metodo per cercare di dare il matto più velocemente possibile. La difesa era solo una perdita di tempo non degna di un gentiluomo ma di un codardo. Così i 2 schieramenti si preparavano sempre ad un duello all’ ultimo sangue, dove vinceva il migliore.

I pedoni e i pezzi avevano un valore molto relativo, tanto è vero che per cercare di dare matto, venivano sacrificati senza esitazioni. Insomma questo stile di gioco che punta a sacrifici spettacolari per cercare di stanare il Re avversario è detto stile romantico che secondo me è più una cosa alla “spera in Dio”, o la va o la spacca.
Le aperture più giocate erano sempre apertura che contenevano gambetti come il gambetto di re,e il gambetto di donna.

Oggi giorno invece ogni singolo pezzo ha un valore importantissimo (infatti un pedone in più nel finale può portare alla vittoria), e ci si pensa su 2 volte prima di effettuare un sacrificio. Questo per 2 principali motivi: c’è il rischio che non abbiamo preso in considerazione tutte le varianti, e la seconda è che col passare del tempo anche il modo di difendersi è aumentato di livello, così i sacrifici sono sempre più rari ma più spettacolari quando riescono.
Oggi è necessario giocare con estrema precisione, grinta, e qualche volta anche di difesa e di profilassi. Non è più una cosa tanto scandalosa per il nero giocare in modo difensivo (come avvine quasi sempre). Penso che in passato anche il nero utilizzasse i gambetti! c’ era troppo enfasi per i sacrifici e per lo scacco matto, tanto che si perdevano di vista tutte le altre “regole” fondamentali degli scacchi.

Riassumendo, amo molto di più lo stile di adesso, dove piccoli vantaggi possono portare alla vittoria…che bello questo gioco! 🙂

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