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Gli avamposti

Viene definito avamposto ogni tuo pezzo che supera la metà scacchiera.


il pedone d5 ha superato la metà campo (d4) così è diventato un avamposto.

Questo termine però è stato ormai cambiato, e per avamposto non intendiamo più un pedone che supera la metà scacchiera, ma intendiamo un pezzo ben insediato all’ interno dello schieramento nemico:


Ecco un bel avamposto di cavallo in g6. Solitamente l’ avamposto è il pezzo più avanzato del nostro schieramento. Il pezzo più famoso per gli avamposti è il cavallo, in grado da creare grossi problemi:


Il cavallo da d5 può creare grossi problemi, come il doppio (in questo caso triplo) in f6 e il nero deve per forza sacrificare almeno la qualità per non perdere la partita.
Tuttavia il cavallo non è l’unico pezzo capace di creare avamposti, anche l’ alfiere è un ottimo pezzo 🙂

L’ alfiere è famoso perchè il suo tipo di movimento (si muove in diagonale), è in parte simile a quello del pedone quando cattura. Perciò è uno dei pezzi migliori per sostenere i pedoni verso la promozione, creando avamposti avanzati.


Nei finali anche le torri possono fare da avamposto, anche se non sono proprio i pezzi più adatti.


In questa posizione la torre occupa una gran bella posizione. Chiude le vie di fuga al Re aversario, minaccia di catturare il pedone in a6, e in più, non può essere catturata, poichè, dopo uno dei pedoni bianchi, andrebbe a promozione.

Per concludere, cercate di creare avamposti sicuri, in modo tale da avere dei vantaggi concreti rispetto al vostro avversario, e viceversa, cercate di evitarli (soprattutto quelli di cavallo), e se necessario, dare anche la qualità (torre per cavallo).

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2 thoughts on “Gli avamposti”

  1. antonio says:

    grazie Christian per il sito.
    ho 50 anni e’ purtroppo ho ‘scoperto’ gli scacchi una decina di anni fa (sic!)
    mi sei di grande aiuto per uno come me ( 1500 la mia graduatoria )
    ti seguo con attenzione continua cosi se puoi
    auguri alla tua carriera
    Antonio Tiberi

  2. Christian says:

    Grazie di cuore, un abbraccio Antonio! 🙂

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