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Adolph Anderssen


Il suo vero nome completo è Karl Ernest Adolph Anderssen (1818-1879).

Tutti oggi lo ricordano come un giocatore di prestigio, un giocatore puramente romantico, le sue partite sono ricche di combinazioni straordinarie, il che implica una capacità di calcolo molto buona! Egli però non fu un bambino prodigio.

Vita

Anderssen nacque a Breslavia, e subito fu colpito da 2 passioni: la matematica e gli scacchi (alcuni ritengono che queste 2 arti sono strettamente correllate fra di loro).
Diventò così professore di Matematica dopo la laurea conseguita nel 1847 , mentre i primi risultati nell’ ambito scacchistico li ebbe “solo” a 24 anni, quando pubblicò i suoi primi libretti scacchistici, i suoi primi problemi, e le sue prime riviste.

Nel 1851, venne convocato al prestigioso torneo di Londra dove parteciparono i più forti giocatori di tutti i tempi quali: Stounton, Szèn, e Kieseritzky.
Il torneo di Londra era sì un torneo prestigioso, ma non era un vero e proprio torneo ufficiale di come li intendiamo noi oggi. Infatti all’ epoca non esisteva ancora alcun punteggio ELO, e il vincitore del torneo non avrebbe vinto alcuna carica se non il riconoscimento da parte del pubblico di essere il più forte giocatore tra i partecipanti.

In ogni moso Anderssen vince quel torneo, Diventando il giocatore più forte dei suoi tempi.
In quel torneo, ci lasciò per noi scacchisti due perle. La partita Immortale e la partita sempreverde. Chiunque le guarda rimarrà stupito dal gioco così fascinoso di Anderssen.

In seguito vinse e perse altre partite ma sempre con molta serenità.
Continuò a giocare a scacchi fino a tarda età, proponendo apertura nuove come 1.a3? (solo lui poteva fare queste cose! 🙂

Finito l’ insegnamento Anderssen si dedicò solo e completamente agli scacchi per il resto della sua vita, incontrando nuovi astri come Paul Morphy.

Profilo psicologico

Anderssen era un uomo molto tranquillo e dal carattere temperato, però molti si chiedevano però dove tirasse fuori tutta quell’ energia che sprigionava sulla scacchiera.

Alcuni pensano che il suo gioco ardito era dovuto al fatto che Anderssen utilizzasse la scacchiera per evadere dal suo stile di vita laborioso e pieno di impegni (anche io la penso così).
Fu davvero un forte giocatore ma per il fatto di non aver saputo domare questo suo lato irruento sulla scacchiera, venne penalizzato prendendo delle belle batoste (evitabilissime se non si fossero giocate varianti complicate!).

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