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Conoscere il proprio avversario



Molte guerre sono state perse perchè non si conosceva abbastanza il proprio avversario. Basta solo pensare alla guerra del Vietnam. Gli americani persero nonostante la loro grandissima superiorità numerica. Ma, se non si sanno manovrare i propri pezzi, la superiorità numerica conta ben poco.

Gli americani persero la guerra poichè andarono nel territorio nemico senza conoscere il nemico(olre che il territorio) . Non conoscevano la mentalità del nemico, non conoscevano i piani già svolti in precedenza. L’ unica cosa a cui erano a conocenza era il fattore “superiorità numerica”.

Ma, il generale Sun Tzu scrisse nel suo libro ” l’ arte della gurra ” che in una battaglia, il numero delle proprie truppe non conta, ma sono ben altre le caratteristiche essenzali. I vietnamiti obbedirono strettamente alle “leggi” di Sun Tsu, facendo  crollare la potente America, ai piedi dei “disorganizzati” Vietnati. Cosa che non sapevano forse e che i Vietnamiti erano più organizzati che mai. Avevano una fitta rete di tunnel sotteranei che riusciva a mettere in comunicazione l’ intero Paese. Avevano anche un grande numero di Spie sparse ovunque, e avevano alle spalle un grande generale.

Sun Tsu, aveva scritto nel suo libro dei principi fondamentali per vincere una guerra. Questi consigli molte volte combaciano molto con il nostro nobil gioco, ecco alcune frasi:

Fondamentale in tutte le guerre è lo stratagemma.
Offri al nemico un’esca per attirarlo; fingi disordine fra le truppe, e colpiscilo.

Egli infatti affermava che in una guerra, vince chi riesce meglio a disorientare il proprio avversario. Non dimenticherò mai una partita dove Karpov continuava a cambiar attacco , passando in poche mosse ripetutamente dall’ attacco sull’ ala di Re a quello sull’ ala di Donna, fino a creare grande disordine nello schieramento avversario.

Tienilo sotto pressione e logoralo

Molti giocatori non sanno gestire la tensione, soprattutto i neofiti, e tendono a risolverla anche quando non dovrebbero. Ecco perchè molte volte basta aspettare che il è il nostro avversario a sbagliare.

Attacca il nemico dove non è preparato L’obbiettivo essenziale della guerra è la vittoria, non le operazioni prolungate.

Molte volte si vedono giocatori che preferiscono catturare la regina avversaria piuttosto che dare scacco matto. Che senso ha? Non dimenticarti che il tuo avversario è ancora in gioco anche senza una regina!

Insomma, innumerevoli sono le affinità tra guerra e scacchi, e, così come è essenziale conoscere il proprio avversario nella guerra ( “conosci l’ avversario come te stesso, e avrai vinto la guerra ” ), così lo è anche negli scacchi.

Prima che Kasparov si cimentò nel Match contro il Deep Blue, in un’ intervista gli chiesero: “Qual’è la tua maggiore preoccupazione per questo incontro?” e Kasparov rispose: “Non conoscere il mio avversario”.

Giustamente il Deep Blue era appena stato inventato e non giocò alcuna partita in precedenza. Kasparov chiese agli inventori del programma di inviargli gentilmente una versione Demo per potersi allenare e conoscerlo. Ovviamnte la sua richiesta fu rifiutata.
Conoscere il proprio avversario quindi ha innumerevoli vantaggi. Quello più importante è poter studiare l’ apertura a colpo sicuro. Se conosco che il mio avversario contro 1.e4 gioca la Difesa siciliana e in particolare la variante del Dragone, allora potrò studiarmi per fino e per segno il dragone a memoria perchè sarò sicuro di incontrarla.

Oppure se gioco col nero, posso prepararmi una difesa o una trappola in apertura, sull’ apertura prediletta del mio avversario. Insomma, conoscere le mosse dell’ avversario e la miglior arma per vincere. Infatti, se conosciamo il piano del nostro avversario, possiamo trargli una trappola, fingendo di esserci cascati, per poi magari intrappolargli un pezzo.

Esiste un trucco fondamentale per capire le intenzioni del nostro avversario. Il trucco consiste nel guardarlo negli occhi mentre sta ragionando. Sicuramente guarderà il lato della scacchiera sulla quale ha in mente qualche piano, e così potremmo già prepararci e magari capire il piano in anticipo. Tuttavia, gli scacchi non sono questo, gli scacchi non devono insegnare a come “imbrogliare” per vincere, ma devono insegnare e giocare con estrema lealtà fra due sfidanti.

Ps. Venerdì sera giocherò un torneo sociale del club a 45 min + 30 sec a mossa. Sono stato abbinato per il primo turno contro Marco Cesarano. Un fortissimo 1N, che quest’ anno è arrivato secondo al campionato provinciale e l’ anno scorso arrivò primo. Le uniche volte che l’ ho battuto è stato in qualche lampo, ma nelle partite ragionate ho sempre perso. Spero questa volta di farcela, sarebbe per me un enorme soddisfazione! Io sono il bianco e giocherò 1.d4 il che lui mi risponderà con una difesa semislava o con un Olandese. Sono già 2 ore che ormai le sto ripassando.. vedremo.. 🙂
Ovviamente poi posterò la partita sul Blog!

Pps. Mettetevi le mani sulla fronte quando ragionate! 😀 😀 😀

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4 thoughts on “Conoscere il proprio avversario”

  1. filippo says:

    Ti sei dimenticato di aggiungere che “la potenza è niente senza controllo”… AHaHAHAHaH !!!!!
    Inoltre mettersi le mani sulla fronte permette di proteggersi dalla eventuale lettura del pensiero del nostro avversario !!!!

    Che grasse risate, questo blog è il migliore!!

    Cmq io consiglio non tanto di guardare l’avversario negli occhi, quanto di osservare la disposizione dei pezzi in campo, e l’apertura adottata. Generalmente è la disposizione dei pezzi che chiarisce dove avverrà l’attacco. Quando gioco un torneo e mi guardano in faccia, io storgo gli occhi e inizio a giocare con i pezzi catturati… tanto i piani si fanno nella mente!

    Per favore, diffidate da questi consigli malsani…

  2. Christian says:

    Il mio primo obbiettivo è quello di far ridere i lettori 🙂 🙂 sono contento che ti piaccia!

  3. filippo says:

    Ma infatti io mi diverto!! E poi mi fa piacere che tu non ti offenda, non è mia intenzione farlo… Ho anche segnalato il sito ad una mia amica GM (seriamente)

  4. Christian says:

    Azz.. chi è la Sedina? 😀

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