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Un approccio creativo all’uso del computer nella preparazione delle aperture

Questo articolo partecipa al 1° concorso di mattoscacco.com. Autore: Carotino


L’esempio che intendo mostrare vuole indicare come sia possibile utilizzare i motori scacchistici (i famigerati chess engines) nella preparazione di varianti di apertura originali ed efficaci. La precisione del computer nel calcolo delle varianti, unita alle valutazioni strategiche di noi “umani”, ci eviteranno di entrare in linee dubbie o in veri e propri errori inoltre, come si vedrà, potranno fornirci nuovi spunti che potremo approfondire ed analizzare. In questo esempio particolare, volevo indicare alcuni passaggi di uno studio su
un’apertura realmente effettuato e che ha dato ottimi risultati pratici.
Naturalmente, per brevità, dovrò escludere dall’articolo molte delle varianti realmente analizzate, e tenere solo quelle più “didattiche”… Ma procediamo!

Il materiale occorrente è alla portata di tutti: un data-base scacchistico ed un chess engine. Per questi “attrezzi” ci sono ottime soluzioni sul mercato e per chi non vuole spendere un centesimo, il mondo Open Source mette a disposizione delle validissime alternative. Tralasciando le ottime proposte commerciali, per ovvi motivi di concorrenza e di copyright, posso segnalare due soluzioni offerte dal software libero: per il data-base esiste l’ottimo Scid, mentre per i motori abbiamo solo l’imbarazzo della scelta fra i vari StockFisch, Houdini, RobboLito, Fire ed IvanHoe. Ah, ancora una cosa, non dimenticate di accendere il vostro computer centrale, quello composto da materia grigia e neuroni!

Inizia l’esperimento.

Una delle aperture più utilizzate a livello amatoriale è il Sistema Colle. Il mio obbiettivo era non solo quello di mettere a punto una linea efficace contro questo solido impianto, ma la volevo “personalizzata” e possibilmente poco analizzata. Volevo entrare in una linea stile Moderna Benoni, in modo da prendere di mira fin da subito il punto forte del Bianco: il Pd4. E’ uno stratagemma strategico utilizzato ad esempio nella Partita Spagnola, ma non sapevo se potesse essere utilizzato contro il Colle.

Dopo le mosse: 1.d4 Cf6 2.Cf3 g6 3.e3 Ag7 4.Ad3 c5!?; ecco che si entra nella variante.
Il mio data-base la dà come poco usata (6,4%), ma con una bassissima percentuale di vittorie per il Bianco, solamente il 32,6%. Una linea molto promettente quindi, poco conosciuta e molto efficace! Passiamo oltre.
Nell’analisi originale ho considerato tutte le possibili mosse del Bianco, ma per il nostro esempio ne basterà una indicativa:

5.c3

Una mossa logica, puntella il punto d4 e rende possibile la spinta in e4. Qui la teoria considera come principali risposte 5… b6 e 5… d6, ma personalmente non mi piacciono ne l’una ne l’altra. Anche 5… O-O non mi soddisfa, mentre invece mi attira 5… d5, entrando in uno schema tipico della Grunfeld, ma senza essersi “scoperto” troppo presto. Questa mossa ha una logica ineccepibile in quanto fissa il Pd4 ed impedisce la spinta in e4.

Proviamo a vedere cosa suggerisce il computer. Con il mio chess engine preferito, IvanHoe vers. 999952a (Ivan, per gli amici), regolo le varianti da analizzare a 4 (Multi PV=4), in modo che mi analizzi diverse linee contemporaneamente e lo lascio “pensare” per un paio di minuti… Finchè ecco che mi “scodella” 4 soluzioni, in ordine di importanza:

5… d6
5… Dc7
5… O-O
5… d5

Come ho già detto a me piace l’ultima, così la eseguo sulla scacchiera. Riporto le varianti ad una sola (Multi PV=1) e riavvio il motore. Dopo un paio di minuti (sul mio doppio QuadCore sono più che sufficienti, per un’analisi abbastanza approfondita) vedo che il computer considera la posizione in perfetta parità. Bene…

Un’occhiata alle possibili risposte del Bianco e vedo che la più usata in assoluto è 6.Cdb2 con una percentuale dell’80%. Il Bianco prosegue nel suo tipico schema e minaccia nuovamente la spinta in e4. Ho considerato anche l’eventuale presa 6.dxc5 ed altre possibili varianti, ma ve le risparmio per brevità. Eseguiamo dunque la mossa del Bianco.

6.Cdb2

Proseguiamo con lo studio e vediamo cosa si può rispondere. Il solito database mi da come principali:

6… Cdb7
6… O-O
6… Cc6
6… b6

Nessuna che mi piaccia e nessuna, secondo me, in “sinotonia” con la spinta in d5. Urge l’aiuto di Ivan! Fisso di nuovo a 4 le varianti da analizzare (Multi PV=4) e lancio il motore. Qualche minutino e…

6… O-O
6… Dc7
6… a5
6… Cfd7

L’ultima mi è subito simpatica! Questa manovra di cavallo mi ricorda la Variante Keres della Partita Spagnola che ho usato spesso, sia a tavolino che per corrispondenza.

Riaccendiamo Ivan e lasciamo che l’attrezzo macini ancora un po’ di varianti… Ecco che la mia preferita sale al 3° posto, poi al 2° ed infine al 1°; sembra promettente!
Fermo il motore, la eseguo sulla scacchiera, riporto ad una le varianti (Multi PV=1) e via di nuovo con Ivan.

Mentre il programma prosegue nell’analisi, guardo la scacchiera e faccio qualche considerazione strategica. Questa ritirata di cavallo sembra un controsenso: muove un pezzo già ben sviluppato, toglie pressione alla casa e4 e chiude l’Ac8. Ha però anche i suoi lati positivi: protegge il Pc5, impedisce Ce5, ma sopratutto spalanca la diagonale all’Ag7 che incrementa così la pressione sul punto d4, il tema strategico principale della variante. In seguito ci permetterà anche la spinta disgregatrice e7-e5, ma andiamo con ordine.

Un’occhiata al data-base, tanto per vedere quanto è usata questa linea e… Niente! Non risulta in nessuna partita. Una novità teorica? Può darsi, bisognerebbe verificare con un data-base più grande del mio. E’ giocabile? Proviamola:

6… Cfd7!? 7.O-O Cc6

Incrementando la pressione sul punto d4. Chi conosce la variante Keres della Partita Spagnola vedrà parecchie analogie con questa partita e soprattutto saprà come proseguire con la strategia del Nero. Le varianti suggerite da Ivan daltronde, si accordano perfettamente con questa linea di gioco.

8.Te1 O-O

Siamo quasi alla fine dell’apertura e possiamo fare le prime considerazioni: il Nero ha arroccato in completa sicurezza e soprattutto ha frustrato alla base il principale obbiettivo strategico del Bianco: la spinta in e4. Il Cd7 inoltre, prepara la demolizione del centro avversario con e7-e5. Ad es.: 9.h3 e5! 10.e4! dxe4 11.Cxe4 cxd4 12.cxd4 exd4 13.Ag5 Db6 e il Nero ha come minimo la parità.

Ecco quindi messa a punto una buona difesa contro il Colle, strategicamente giustificata e che ha anche il pregio di non far giocare il bianco sui suoi set-up preferiti.
Naturalmente lo studio completo prevedeva anche tutte le possibili varianti intermedie, nonchè la ricerca e lo studio di partite con posizioni simili. Come ho detto prima però, lo scopo di questo articolo era solo quello di indicare un metodo, una traccia da seguire.

Una verifica pratica.

Dopo aver trovato una variante bisogna per forza verificarla. Così l’ho tentata in diverse partite, sia per corrispondenza che a tavolino; devo dire con buoni risultati.
In una partita a tavolino, il Bianco seguì l’analisi che abbiamo visto prima fino alla 9ª mossa, ma poi forse temendo (a ragione!) di essere finito in una variante preparata, ritirò passivamente il suo alfiere:

10.Af1?! e4 11.Ch2 De7 12.f4 f5

E’ chiaro che il Bianco è uscito molto bene dall’apertura, ma quel che più conta è che il Bianco non è riuscito a realizzare nemmeno uno degli obbiettivi strategici del Colle. Sentendosi asfissiato, questi tentò di reagire sull’ala di Re, ma dopo:

13.g4 cxd4 14.cxd4 Dh4 15.gxf5 Txf5 16.Te2 g5! Il Nero entrò in un attacco vincente.

Il lavoro naturalmente non finisce qui, si possono esaminare altre varianti, altre risposte… Possiamo sperimentare qualche linea non considerata o particolare o semplicemente “fastidiosa” per noi… Un’altra comodità che può darci il computer è la risposta alla tipica domanda: «ma cosa rispondo se l’avversario mi risponde così?», «e se invece lui muove cosà?»… Sempre sicuri di avere alle spalle un fortissimo “maestro elettronico” che ci
aiuterà a controllare l’esattezza delle nostre prove.

L’approccio che abbiamo appena visto (scusate la lunghezza, ma è molto più facile a farsi che a dirsi!) ha notevoli potenzialità e rappresenta solo una delle tantissime possibilità di applicazione creativa e razionale dei programmi scacchistici.
Esistono metodi ancora più complessi ed articolati che permettono di preparare schemi per il medio gioco e specialmente di allenarsi seguendo un efficacissimo metodo di auto-miglioramento. La cosa più importante di tutte però è quella di mettersi bene in testa che il vero computer è il nostro amato cervellino e che i chess engines sono solo dei comodi attrezzi che ci possono si aiutare, ma non possono certo pensare per noi!

Carotino.

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2 thoughts on “Un approccio creativo all’uso del computer nella preparazione delle aperture”

  1. pedoncino says:

    6.Cdb2 è un errore di stampa?
    Dovrebbe essere 6. Cbd2?

  2. Carotino says:

    Yesss! E’ è un errore di trascrizione della mossa, la mossa corretta è quella che hai indicato tu.

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