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Sottovalutare le proprie risorse (2° parte)

In questa seconda parte dell’articolo cercheremo di vedere invece un altro aspetto strettamente correllato alla valutazione della posizione. In pratica vedremo perchè scegliamo di giocare una candidata piuttosto che un’altra? Questa scelta non è data nient’altro che dalle nostre aspettative.

Analizziamo perciò questa posizione, con il tratto al bianco:

Se guardi rapidamente la posizione puoi vedere che il bianco ha un pedone in meno rispetto al nero. Quindi, il gioco del bianco è quello di andare a recuperare il pedone in meno tramite la presa del pedone debole in d6.

1. Tad1

Una mossa di sviluppo che allo stesso tempo crea anche un attacco a raggi x sull’unico obbiettivo disponibile.

1. … Dc5

L’unica, poichè qualsiasi altra mossa fa perdere il pedone. Per esempio 1. … De5 2. Cxb6 e poi 3. Dxb6

2. Tc1 Dd4 3. Tcd1

Sarebbe stato bello per il bianco giocare Tfd1, in questo modo attiverebbe anche l’altra torre, centralizzandola e allo stesso tempo attaccando la Donna. Tuttavia la torre in “f” non può lasciare la casa f8 a causa poi della presa si donan in f2 con scacco.

3. … Dc5 4. Tc1 Dd4

Ora il bianco è difronte ad una scelta importante. Può pattare se gioca 5. Tcd1 (per ripetizione di mosse), oppure decidere di andare avanti. Tuttavia la patta gli sarebbe potuta bastare dato che ha un pedone in meno. Però il bianco crede nelle sue possibilità maggiori e decide di continuare a giocare con..

5. Tc4! Dd2 ottenendo questa nuova posizione…

6. Cxb6 axb6 7. a3!

Il bianco scarta ancora una mossa buona come 7. Dxb6 perchè conduce ad una posizione leggermente favorevole..ma il bianco vuole di più!

7. … Ae6 8. Db4 Dg5

Ora con 9. Tc7! il bianco avrà ottime possibilità di vincere.

Le apsettative offrono un’altra scorciatoia, permettendo di scartare delle buone candidate velocemente. Mosse come 7. Dxb6 avrebbero potuto invogliare molti giocatori visto che comunque era una buona mossa. Tuttavia bisogna sentire nell’aria quando c’è di più. Non bisogna sempre ragionare in termini di materiale, ma bisogna ragionare anche in termini astratti rendendosi conto della superiorità del proprio schieramente rispetto a quello dell’avversario.


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