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Risultati Secondo Turno del Torneo (Video)

Sono proprio contento di come si sta evolvendo questo torneo! 😉 In realtà la cosa è ancora molto lunga ma..bisogna pensare in modo positivo! 🙂 Ieri c’è stato il secondo turno e l’ho vinto. Il mio avversario era una 1N quindi la vittoria mi ha dato ancora più soddisfazioni, anche se la partita è stata veramente sudata! Infatti è iniziata alle 9.00 ed è finita alle 00.30!! Non credo che mi sia mai capitato di giocare una partita così lunga ( o forse sì…non mi ricordo! 🙂 ).

Il mio socio del Club di Gallarate, Giuseppe Novì, ha vinto anche lui, a tavolino, dato che il suo avversario non si è presentato, e perciò ora siamo a punteggio pari tutti e 2! Forza Gallarate! 😀 Qui di seguito riporto la classifica provvisoria dopo il secondo turno:

Il grande Novì è in testa alla classifica anche se fino al quinto abbiamo tutti ancora lo stesso punteggio. Per la prossima partita sono stato sorteggiato a giocare col Bianco contro una 3N. Spero che andrà bene anche questa! 😉  Intanto qui di seguito un breve commento della mia partita di ieri sera…

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17 thoughts on “Risultati Secondo Turno del Torneo (Video)”

  1. Agostino says:

    Bella partita di profilassi e di controllo di casi chiave Christian! Continua così che stai facendo un buon torneo!

  2. Barone says:

    Bella partita tutta strategica!
    Decisa in definitiva dalla spinta profilattica in h6 (anziché un’eventuale h5 poco sensata: anche trasferendo in zona il cavallo per un cambio il Nero avrebbe alla fine consentito l’apertura completa dell’ala di donna dove il Bianco era più forte) che ti lascia una mossa di pedone per risolvere lo zugzwang nel finale.

  3. Agostino says:

    *case

  4. Fabiorulez says:

    bravo christian bella partita!!!!!!!!!!

  5. Christian says:

    @Agostino: Grazie Agostino! Speriamo vada bene 😉

  6. Christian says:

    @Barone: Ti ringrazio! si è stata veramente molto tattica..!

  7. Christian says:

    @Fabio: Grazieeeeee!!!! 🙂

  8. Barone says:

    Errata Corrige:
    *a6 (non h6)
    *a5 (nonh5)

    Si vede che i primi libri di scacchi letti con la notazione descrittiva inglese mi hanno traviato per sempre:
    quando si chiama Queen Rook Pawn quel pedone non comporta disorientamenti da specularità Bianco/Nero come accade, almeno a me, con la notazione in stile “battaglia navale”!

    A proposito di libri vecchi ma veramente istruttivi, voglio consigliare a tutti il secondo in assoluto che io abbia letto, e l’unico che abbia RI-letto e anotato a margine: “Pown Power in Chess”, di Kmoch. Veramente ottimo per farsi un’idea di come valutare e “utilizzare” PARTI universalmente presenti della struttura pedonale in relazione al coordinamento dei pezzi e il controllo della scacchiera.
    Ad esempio, per intenderci, sono molto ben studiate le colonne semiaperte, sia isolate che con adiacente una colonna semiaperta per l’avversario, per le quali vegono presentate caratteristiche e problemi nel posizionarci e coordinare in particolare torre e cavallo. E questo tipo di spiegazione è svolto per ogni pezzo in relazione a diverse configurazioni pedonali PARZIALI (come il centro a “mossa del cavallo”, cioè in cui si fronteggiano due pedoni separati dalla classica L disegnata dal nostro amico saltellante, per fare un esempio esplicativo di cosa intendo con struttura “parziale”: non importa in questo tipo di analisi se l’avverario ha o meno avanzato il pedone in a o h alla mossa 5 o 7).
    Essendo un testo vecchio (ma c’è anche una edizione in inglese del 1990 in algebraic notation) e originale ha però due controindicazioni:
    1) Gli esempi di partita sono fatti nella cornice della teoria delle aperture del tempo in cui è stato scritto il testo (se cercate in giro troverete foto di Kmoch che arbitra nei match di Alekhine…)
    2) L’autore usa termini personali per descrivere ad esempio
    la coppia di pedoni affiancati (“duo”, anche in inglese, che è forse l’unico termine poi entrato nell’uso comune),
    la coppia impedonata (“twin”, ovvero gemello, per un pedone in questa condizione),
    la struttura del “piccolo centro” (“jump centre”, ovvero “centro a salto”, il tipo di centro a “mossa del cavallo” che ho citato prima),
    il pedone candidato a diventare passato (“struggler”, che solo superando “a fatica” il pedone avversario della fila adiacente puo’ sperare di essere promosso),
    la debolezza sulle case chiare (“leucoponia”, nel testo inglese!) o scure (“meloponia”, nel testo inglese!), eccetra.
    Ovviamente ogni termine è spiegato nel testo al primo utilizzo, ma pare che qualcuno faccia fatica ad abituarsi a questi termini un tantino esotici ed addirittura si trovano commenti in rete di gente che ha mollato il libro dopo un paio di capitoli proprio per questo motivo. Personalmente trovo assurde queste critiche sulla terminologia, ma è anche vero che il mio avvicinamento agli scacchi è avvenuto in età adulta, e non avevo né ho dimestichezza con la terminologia tecnica ortodossa di questo sport.

    Lo cito perché personalmente mi ha aiutato molto ad andare un po’ oltre all’iea di semplici mosse e contromosse e pensare in mdo strategico, cioè a capire cosa effettivamente possa succedere nel corso di una QUALSIASI partita di scacchi ed essere più elastico nel valutare le possibili permutazioni fra strutture dei pedoni.
    Altri lavori moderni molto approfonditi (particolarmente “Pawn Structure Chess” di Soltis) parlano di struttura pedonale, ma trattando specificamente una per una le struttre nella loro interezza, così a mio parere togliendo tutto il divertimento di ricombinare in modo originale i vari elementi di una posizione, portando cioè a giocare più di memoria che di immaginazione. L’approccio mnemonico è sicuramente valido e redditizio, ma secondo me per i non professionisti, oltre a richiedere troppo tempo da dedicare allo studio, tende a togliere il gusto di “inventarsi” da soli l’evanescente mossa risolutiva (che magari è già nota fin dai tempi di Philidor o Damiano!).

  9. Maurizio says:

    Ciao Christian ma quante ore è durata???? Hai scritto che è iniziata alle 9.00….ma volevi dire alle 21.00????
    Ciao

  10. Angelo says:

    Bravo Christian bella partita e ottimo commento.
    In bocca al lupo per il torneo.
    Ciao

  11. Angelo says:

    @ Barone cercherò i libri da Te consigliati nel commento sopra, (Sopratutto il primo “Pown Power in Chess” ).
    Se sei interessato a questi temi Ti consiglio un libro molto utile che sto leggendo ” Startegia di avamposti ” di Esteban Canal.
    Anche qui le partite sono della prima metà del 900 ma veramente istruttive.
    Mostrano i concetti da tenere in considerazione a seconda della conformazione pedonale della posizione e sopratutto degli avamposti ( il pedone più avanzato dello schieramneto).

    Ciao a Tutti.

  12. Christian says:

    @Maurizio: si si alle 21.00 😀 😀

  13. Christian says:

    @Angelo: grazie mille per il sostegno! 🙂

  14. Barone says:

    @ Angelo
    Grazie del consiglio ricambiato!

    Un’altra nota sul libro di Kmoch che non ho rammentato nel mio commento di prima, giusto perché tu non ti possa lamentare se questo “particolare” ti rendesse quel teso meno utile, è che mentre la prima metà (forse più i primi due terzi…) di “Pawn Power in Chess” tratta i temi che riassumevo sopra, la seconda applica quegli stessi temi in modo più particolareggiato ad una particolare singola struttura, che è quella della Benoni. E con Benoni qui non si intende la sola apertura con questo nome ma a qualsiasi struttura con i pedoni in d5 ed e4 del Bianco e in d6 e c5 del nero.

    -Oh! Un altro simpatico termine in dialetto Kmochese: due pedoni di opposto colore posizionati come i d5 e d6 di questa struttura l’autore li definisce “ram”, riferendosi all’ariete, o meglio a due arieti in lotta che fanno a cornate!-

    Visto che la Benoni è parente stretta della sempreverde King’s Indian, e visto che recentemente è tornata di moda nell’ibrido con la Moderna e nel gambetto Benko, non credo che questo sia un punto a sfavore del libro, ma uomo avvisato…

    Nel libro di Soltis, che ho sfogliato ma che non ho letto né acquistato, sono trattate invece nello specifico MOOOOOOOLTE strutture pedonali diverse e le strategie possibili all’interno di ognuna di queste: troppa roba per le mie esigenze, ma probabilmente una miniera d’oro per i giocatori seri.

    Sono comunque due “Classici” (all’inglese, non riferito all’età del lavoro ma alla sua importanza: il Soltis infatti è di pochissimi anni fa’) altamente consigliati anche da chi ne capisce Veramente di Scacchi, ma vedi tu quello che ti sembra meglio per te e per il tuo livello di gioco e di impegno!

  15. Barone says:

    Mi scuso per il pasticcio, ma mi rendo conto solo ora di aver più volte citato un libro di Soltis, “Pawn Structure Chess”, mentre in realtà mi riferivo a “Winning Chess Middlegames” di Sokolov.

    Ho confuso i due!

    Il libro di Soltis è del 1976 e parla di diverse strutture pedonali ma in modo più tradizionale, attraverso partite commentate e discorsi “generali” sulla strategia. E’ un classico apprezzato ma non è particolarmente originale nell’organizzazione degli argomenti.

    Il testo di Sokolov è del 2008 e raccoglie, sotto i “soliti” elementi posizionali tipici dei pedoni, MOOOOOLTE delle strutture pedonali che li presentano, nella cornice delle aperture 1.d4.
    Nell’ordine dei capitoli del libro:
    -pedoni impedonati (12 strutture derivabili principalmente dalla variazione Samisch della Nimzo-Indiana),
    -pedoni isolati (10 strutture derivabili dalla Tarrasch e Semi-Tarrasch, dal Gambetto di Donna Accettato e Rifiutato, dalla Nimzo-Indiana, Meran, Ragozin, Petroff, etc),
    -pedoni sospesi (4 strutture derivabili da aperture 1.d4 come Tarrasch, variazione Tartakower del Gambetto di Donna Rifiutato, Queen’s Indian, Meran, etc),
    -maggioranza pedonale al centro (7 esempi/strutture organizzati stavolta in base a motivi strategici tipici).
    All’inizio di ogni capitolo si trova un sommario di più pagine dove all’immagine della struttura pedonale (senza pezzi) è affiancato il numero del sottocapitolo relativo e il riferimento alla/e partita/e che sono prese a modello dei motivi strategici tipici per quella. Ne esce una specie di dizionario strategico dove ogni fan dell’apertura col pedone di Donna (e si trovi a giocarci contro col Nero) puo’ trovare le strutture tipiche delle aperture del proprio repertorio e studiarsi anche solo quelle.
    Insomma è un libro che contiene una quantità enorme di informazioni utili, utilizzabile come riferimento anche per chi volesse capire quali siano gli errori strategici che commette nelle prorpie partite o per costruire, completare o correggere in modo ragionato e mirato il proprio repertorio (cercando cioé di raggiungere quelle posizioni in cui si trova poi meglio in partita). Ma non è un libro particolarmente didattico o adatto alla lettura il linea, dall’inizio alla fine: non offre tanto chiavi di lettura generali quanto piuttosto rimedi specifici.

  16. Raffaele says:

    Bella partita, con la scacchiera grafica si segue molto meglio. Un’ulteriore conferma di come a scacchi non sempre vince il giocatore che sulla carta e’ piu’ forte. Aspetto altri video, a presto e grazie.

  17. Christian says:

    Ciao Raffaele, grazie per il commento…certo, ce ne saranno presto altri! 😉

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