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La Ricerca Della Mossa Migliore: Un Algoritmo Di Scelta

Come faccio a trovare la mossa migliore in una posizione? Questa è la domanda alla quale ogni giocatore di scacchi vorrebbe trovare risposta. Naturalmente giocare la mossa migliore in tutte le posizioni è impossibile (nemmeno un computer potrebbe!), altrimenti saremo tutti imbattibili. Cercare la mossa migliore in ogni posizione è dunque solo una perdita di tempo? Io credo fermamente che la risposta sia NO.

 

Ovviamente non riusciremo a trovare la mossa migliore ogni volta, ma abituarci a cercarla sempre implica un processo mentale particolare che ci aiuterà a capire meglio la posizione. E più spesso si trovano le mosse migliori più elevato sarà il nostro livello di gioco.

 

Con questo articolo vorrei proporre un metodo originale ma efficace su come migliorare il modo di pensare di fronte ad una posizione. A prima vista potrebbe sembrare un sistema complicato, ma sono sicuro che l’unica cosa di cui si ha veramente bisogno per assimilarlo è la pazienza. Non è necessario essere esperti giocatori per capire l’algoritmo di scelta che vi presenterò, basta imparare a pensare logicamente.

 

Cominciamo!

 

Qual è l’obiettivo di una mossa di scacchi?

 

Secondo il nostro metodo, ogni mossa ha un obiettivo molto semplice: accumulare un certo vantaggio per noi e/o ridurre il vantaggio già accumulato dal nostro avversario. Più è grande il vantaggio accumulato, migliore sarà la mossa.

 

Da quanto scritto si capisce come l’atteggiamento del giocatore durante la partita sia essenziale negli scacchi: colui che cerca sempre di creare problemi al suo avversario ha le carte in regola per diventare un giocatore di successo, anche se la sua conoscenza degli scacchi è limitata. Invece chi aspetta gli errori dell’avversario giocando “mosse d’attesa” non ha alcuna possibilità di migliorare sostanzialmente la sua abilità nel gioco.

 

Quindi tenete a mente: ogni mossa deve guardare a qualcosa! E quel “qualcosa” è di solito un certo vantaggio nella vostra posizione.

 

Quali sono i vantaggi negli scacchi?

 

Ora che abbiamo concordato che vale la pena tentare di raggiungere un vantaggio con ogni mossa, ci chiediamo: quali sono i vantaggi negli scacchi? Il primo giocatore che classificò i vantaggi nel gioco degli scacchi fu Wilhelm Steinitz, il primo campione del mondo; egli sostenne che vi sono nove vantaggi fondamentali: vantaggio di sviluppo, mobilità, controllo del centro, posizione del Re nemico, case deboli nella posizione dell’avversario, struttura pedonale superiore, maggioranza di pedoni sul lato di Donna, linee aperte e vantaggio della coppia degli Alfieri. Al giorno d’oggi le opinioni sono in parte cambiate e la maggioranza di pedoni sul lato di Donna e il vantaggio della coppia degli Alfieri non sono più considerati generici vantaggi posizionali.

 

La classificazione dei vantaggi negli scacchi che vi propongo è in qualche modo diversa, ma credo meglio si adatti al pensiero moderno. Guardatevi intorno e vedrete che il valore di un qualsiasi prodotto dipende da due cose: quantità e qualità.

 

Perché negli scacchi dovrebbe essere diverso?

 

Anche nel gioco degli scacchi ci sono due principali categorie di vantaggi: 1) vantaggio quantitativo e 2) vantaggio qualitativo. Nel gioco, più o meno consapevolmente, dobbiamo cercare di raggiungere uno di questi vantaggi. Qui cerchiamo di insegnare a farlo consapevolmente e logicamente.

 

1) I vantaggi quantitativi negli scacchi

 

I vantaggi quantitativi sono il vantaggio materiale e la supremazia locale delle forze.

 

L’importanza del vantaggio materiale è ben nota per cui non mi soffermerò su questo punto, ma anche la supremazia delle forze ha una grande importanza. Una partita a scacchi consiste solitamente in più battaglie locali: per poter sperare di vincere una battaglia locale è sempre conveniente avere una superiorità di forze in quella zona. Ma se si desidera avere una superiorità locale delle forze è necessario tentare di crearla, perché nessuno lo farà per noi.

 

La creazione di una superiorità locale delle forze è direttamente correlata con l’individuazione del migliore piano di gioco. Come? Molto semplice: quando si elabora un piano di gioco si deve sempre chiedersi: “Dove sarebbe meglio sfidare il mio avversario in una battaglia locale?” La risposta più logica è qualcosa di simile: “La battaglia deve essere sul lato di Donna (o al centro o sul lato di Re) perché lì ho (o posso creare) una superiorità delle forze”.

 

Immaginiamo che, analizzando la posizione abbiate scoperto che i pezzi del vostro avversario siano ammassati su un lato della scacchiera, e che difficilmente possano essere trasferiti sul lato opposto. Bene, potete iniziare a pensare di sfidare il vostro avversario in una battaglia sul suo lato debole. Qual è il passo successivo del processo logico di pensiero? Naturalmente si dovrà pensare a come portare le nostre forze su quel lato al fine di creare una superiorità locale delle forze.

 

Spero sia chiaro come il vantaggio della superiorità quantitativa delle forze e il piano di gioco siano direttamente correlati.

 

2) I vantaggi qualitativi negli scacchi

 

Per chi non conosce le regole degli scacchi, un vantaggio qualitativo è qualcosa di impercettibile. Un vantaggio qualitativo è il risultato delle dinamiche dei pezzi durante il gioco e per interpretarlo correttamente è necessario considerare i pezzi come singole entità.

 

Prima di tutto citiamo i cinque vantaggi qualitativi, poi ci occuperemo di ciascuno di essi:

 

– sicurezza del Re;

– valore qualitativo dei pezzi;

– valore qualitativo della struttura pedonale;

– vantaggio di spazio;

– iniziativa

 

Sicurezza del Re

 

Non c’è niente di più importante nel gioco degli scacchi che la sicurezza del Re: anche un solo momento nel quale non pensiamo alla sicurezza del Re può rivelarsi fatale. Quando si decide il piano di gioco bisogna sempre assicurarsi di avere il proprio Re ben protetto. Inoltre si deve cercare di mettere in pericolo la posizione del Re avversario.

 

Valore qualitativo dei pezzi

 

Fin dal primo momento nel quale si muovono i primi passi nel gioco degli scacchi si impara che ogni pezzo ha un valore “quantitativo” (pedone =1, Cavallo e Alfiere = 3, Torre = 5, Donna = 10).

 

Come regola generale, il valore qualitativo di un pezzo dipende invece da quattro caratteristiche:

 

– mobilità del pezzo;

– posizione del pezzo;

– ruolo svolto dal pezzo;

– stabilità del pezzo

 

Vediamo cosa si intende per alcuni di questi termini.

 

La mobilità di un pezzo rappresenta la sua capacità di muoversi su un gran numero di case e di muoversi velocemente (cioè in poche mosse) in qualsiasi lato della scacchiera.

 

Anche il ruolo svolto da un pezzo riveste una grande importanza. Su una scala di valori, ordinati dal peggiore al migliore, ci sono quattro situazioni principali:

 

– la peggiore situazione si verifica quando un pezzo è lontano dal campo di battaglia e non è in grado di arrivarvi rapidamente;

– un pezzo svolge un compito puramente difensivo, vale a dire ha come compito principale quello di proteggere un determinato obiettivo;

– un pezzo svolge un ruolo offensivo, vale a dire attacca un obiettivo in campo avversario;

– un pezzo gioca, allo stesso tempo, un ruolo offensivo e uno o più ruoli difensivi. Questa è la situazione migliore: pur difendendo un obiettivo, un pezzo può avere un ruolo complementare in quanto aiuta indirettamente un altro pezzo, liberandolo dal suo compito difensivo.

 

Mi auguro di aver ben spiegato l’importanza del valore qualitativo dei pezzi. Quindi, durante un partita di scacchi, dobbiamo di conseguenza provare a fare due cose:

 

– migliorare il valore qualitativo dei nostri pezzi (aumentando la loro mobilità, destinando loro buone case nelle quali sono stabili e non possono essere scacciati e da dove svolgono un ruolo offensivo);

– ridurre il valore qualitativo dei pezzi avversari (frenandone la mobilità, non permettendo loro di occupare posizioni forti e stabili e costringendoli a svolgere ruoli difensivi o, se possibile, farli uscire dal gioco).

 

Valore qualitativo della struttura pedonale

 

Come per i pezzi, anche la struttura pedonale ha il suo valore qualitativo. I pedoni non vanno trattati come entità individuali, ma devono agire insieme come unità. Il valore qualitativo della struttura pedonale è influenzato dalla presenza di pedoni doppiati, isolati, o dalla presenza di isole pedonali, tuttavia il vostro obiettivo non è avere un singolo pedone forte, ma avere forte l’intera struttura pedonale.

 

Ci sono decine di libri sul mercato che considerano il valore qualitativo delle strutture pedonali e certo non possiamo affrontare un argomento così vasto liquidandolo con due frasi. Nonostante tutto mi aspetto che venga ben compresa dal lettore la necessità di considerare i pedoni per quello che sono nel loro insieme, cioè un’unità.

 

Se si vede la struttura pedonale come un’unità, si noterà che il suo valore qualitativo è influenzato dalle stesse quattro caratteristiche che abbiamo visto prima, e cioè: la mobilità, il posizionamento, il ruolo e la stabilità. In questo caso da un buon posizionamento ci rendiamo conto di una sana struttura pedonale che assicura un buon controllo del centro.

 

Vantaggio di spazio

 

Il vantaggio di spazio è determinato dalla posizione dei propri pedoni e si ha quando un giocatore controlla una certa zona della scacchiera avendovi avanzato i propri pedoni. Perché è importante il vantaggio di spazio? Semplicemente perché il vantaggio di spazio influisce indirettamente sul valore qualitativo dei pezzi.

 

Iniziativa

 

Anche l’iniziativa, cioè la possibilità di creare minacce immediate, è molto importante. Se si mette l’avversario sotto pressione questi dovrà prima parare le minacce e solo poi affrontare il problema di come migliorare la propria posizione: quindi le sue alternative risulteranno ridotte.

 

Realizzare il proprio piano di gioco e scegliere la mossa migliore

 

Se si sono capiti gli argomenti trattati in precedenza, elaborare un corretto piano di gioco e scegliere la mossa migliore sarà diventato più facile. Tutto ciò che serve è ordinare il nostro modo di pensare. Cercare il piano migliore significa ricercare il modo più adatto per migliorare la nostra posizione. Si tratta di cercare la possibilità di ottenere uno dei vantaggi di cui sopra o cercare di annientare questi vantaggi se appartengono all’avversario.

 

Ecco alcune domande a cui si deve rispondere per trovare i potenziali piani e le mosse migliori.

 

– E’ al sicuro il mio Re? Se no come posso difenderlo?

– E’ al sicuro il Re del mio avversario? Se no come posso beneficiare della sua posizione esposta?

– Il mio avversario può ottenere un vantaggio di materiale?

– Posso ottenere con la forza un vantaggio di materiale?

– In quale lato della scacchiera posso creare una superiorità di forze al fine di vincere una battaglia locale? Come posso contrastare la superiorità di forze locali del mio avversario?

– Come posso aumentare il valore qualitativo dei miei pezzi e della mia struttura pedonale?

– Come posso ridurre il valore qualitativo dei pezzi e della struttura pedonale del mio avversario?

– Dove posso ottenere un vantaggio di spazio? Dove può ottenerlo il mio avversario?

– Come posso utilizzare il vantaggio di spazio che ho, al fine di aumentare il valore qualitativo dei miei pezzi e creare una superiorità di forze locale?

– Quali pezzi devo cambiare al fine di ridurre l’importanza del vantaggio di spazio che ha il mio avversario?

– Posso creare minacce immediate ed ottenere iniziativa a lungo termine? Lo può fare il mio avversario?

 

Rispondendo a queste domande si sarà in grado di trovare le idee più interessanti (piani di gioco) che possono migliorare la nostra posizione e anche alcune mosse candidate nello spirito dei piani che si sono trovati.

 

A questo punto tutto ciò che si deve fare è confrontare tra loro le mosse candidate, calcolando alcune varianti concrete e valutando le posizioni che ne derivano ed ….. eureka, ecco che la mossa migliore è trovata!

Bini

 

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5 thoughts on “La Ricerca Della Mossa Migliore: Un Algoritmo Di Scelta”

  1. Barone says:

    (Mi scuso in anticipo per la lunghezza di questo commento, ma…)
    Vorrei modestamente puntualizzare alcuni particolari riguardanti il valore medio dei singoli pezzi, che è spesso indicato, come qui, in 3 per i minori, 5 per la Torre e 10 per la Regina.

    In effetti ci sono autori-scacchisti che hanno affrontato questo argomento davvero seriamente, facendo studi statistici precisi fondati su un gran numero di partite fra giocatori di livello alto e di bravura paragonabile, ovvero partite giocate senza errori troppo influenti, e dove un giocatore non è significativamente più forte dell’altro. Questo per assicurarsi che il risultato dello studio non venisse modificato da fattori diversi dal reale potenziale dei pezzi nelle diverse posizoioni a scacchiera.
    Il risultato ottenuto, arrotondato al secondo decimale, calcola quanto segue:
    – il Cavallo vale 3 pedoni-medi e 1/4,
    – l’Alfiere anche vale 3 pedoni-medi e 1/4, ma avere la coppia di Alfieri aggiunge 1/2 pedone-medio di valore (ovvero i due Alfieri valgono 7 pedoni-medi, cioè 3,25 + 3,25 + 0,50 = 7 ; al contrario la coppia di Cavalli vale 6,50 pedoni-medi, senza aggiunte alla somma dei valori dei singoli pezzi),
    – la torre vale 5 pedoni-medi,
    – la Regina vale 9 pedoni-medi e 1/4.
    Va’ notato che tutto questo fa’ riferimento al valore MEDIO di un pedone, ma in realtà il Pedone stesso ha un valore che cambia a seconda della sua posizione lungo la schiera (allincirca i due Pedoni centrali valgono mediamente 1 pedone-medio e 1/4 ciascuno, quelli della colonna di torre 3/4 di pedone-medio l’uno!!!), e della distanza percorsa lungo la colonna in relazione alla posizione contingente di tutta la scacchiera (qui è complicato, ma diciamo per orientarci che con pochi pezzi presenti, quindi nel finale, un Pedone centrale protetto a non più di tre passi dalla promozione puo’ valere anche 2 pedoni-medi e 1/2). Ovviamente anche i pedoni doppiati o isolati hanno valore minore, ma, ad esempio, mentre se doppiamo un Pedone dalla colonna A alla B questo mantiene quasi invariato il suo valore, doppiandolo dalla B alla A glie lo ridurremo invece significativamente (vedi il principio classico della cattura di Pedone verso il centro).
    A parte il discorso sui Pedoni, difficilmente considerabile durante la partita se non in linee generali, le differenze fra questi valori e i classici 1-3-5-10 non sono così banali come si potrebbe pensare. Vale la pena tenerne conto soprattutto quando si fanno cambi eterogenei di pezzi che coinvolgano [C x A] (se l’Alfiere cambiato è parte di una coppia vale ben mezzo pedone-medio in più, altrimenti il valore teorico dei due pezzi è lo stesso), o [T+T x D] (infatti sono molto rari i casi in cui la coppia di Torri non vale di più della Regina), o [A+C+T x D] (solito discorso sull’Alfiere in coppia o singolo); tanto più se in questi cambi se ne va’ anche un Pedone da una parte o dall’altra.
    Inoltre ci sarebbero anche altri punti su cui ragionare in quanto al valore dei pezzi in diversi momenti della partita, anche limitandosi ai fattori statici-posizionali: un esempio su tutti puo’ essere quello del finale di Torre e Alfiere contro la coppia di Torri, quando la mancanza di colonne aperte puo’ frequentemente rendere l’Alfiere più “potente” di una seconda Torre …

    Per inciso, nel finale (intendo dopo il cambio delle Regine) della mia partita commentata da Christian che si trova qui sul sito, feci un cambio Torre per Alfiere che comportava lo sdoppiamento di un mio Pedone, che oltre a non essere catturato diventava centrale e chiudeva l’unica colonna aperta: a parte l’aver buttato via la vittoria come un picio in seguito, questa manovra vincente era perloppiù basata su considerazioni di materiale dell’ordine di quelle esposte qui sopra.

  2. Barone says:

    Rileggendo mi sono accorto di aver fatto un errore di battitura: la Regina vale 9 pedoni-medi e 1/2 (oppure 9 e 3/4, a seconda della fonte dello studio).
    Inoltre, per competezza, anche il Re avrebbe un “valore d’attacco”, cioè un valore medio come pezzo attivo considerando che in difesa perdere il Re significa perdere la partita: questo valore viene stimato intorno ai 3-5 pedoni (a seconda della fonte), ma la stima è fatta grossolanamente, in quanto risulta molto difficile fare studi statistici obiettivi che conteplino una virtuale “assenza” di questo pezzo!

    A questo indirizzo:
    http://home.comcast.net/~danheisman/Articles/evaluation_of_material_imbalance.htm
    …chi non ha problemi a leggere in inglese puo’ trovare un interessante articolo completo su questo argomento scritto nel 1999 dal GM Larry Kaufman, con note aggiuntive del pluripremiato istruttore/colonnista-scacchistico IM Dan Heisman.

  3. Maurizio says:

    Ragazzi che articolo, da capogiro… Complimenti Bini. Grazie

  4. Christian says:

    Grazie a Barone per il tuo completo commento e per le precisazioni…

    @Maurizio: concordo… 😀

  5. Giuseppe says:

    l’articolo è molto interessante, sai consigliare dei libri per approfondire l’argomento?

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