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Intuizione E Rischio Negli Scacchi

Avevamo già parlato in precedenza dell’importanza dell’intuizione all’interno del gioco degli scacchi. Oggi riprendo il discorso con delle aggiunte del Maestro Suetin che ha scritto fra i tanti nel libro: “Nei panni di un Maestro”. All’interno di questo ha dedicato un intero capitolo al rischio e all’intuizione che mi ha molto colpito, ed ecco perchè te lo voglio in parte riportare.

Innanzi tutto, come possiamo definire l’intuizione negli scacchi? Io ritengo che l’intuizione sia quel sesto senso che ci permette di prevenire le insidie e sviluppare un piano d’azione, anche senza aver analizzato profondamente la posizione. Probabilmente perchè sono posizioni già viste e studiate in precedenza, chissà. Resta il fatto che grazie all’intuizione riusciamo a prendere delle decisioni corrette ed istantanee, anche senza dover perdere molto tempo in calcoli sulla scacchiera.

C’è chi ha l’intuizione più sviluppata e chi meno. Ovviamente il giocatore con l’intuito più evoluto, sarà in grado di capire meglio i sotterfugi della posizione, saprà sfruttare meglio i suoi “segnalatori di pericolo” e saprà ascoltare meglio i suoi “segnalatori di attacco”. L’intuito è un grande dono per lo scacchista, e credo che più si diventa forti, e più questo aumenta.

Se provi a vedere delle partite lampo fra famosi GM, ti accorgerai che questi giocano comunque ad alto livello: raramente non lasciano pezzi sotto, creano forti combinazioni,  non cascano quasi mai nei tranelli dell’avversario. Potremmo dire che una partita lampo dei GM equivale alla nostra miglior partita giocata nel tempo ragionato.

Guarda questo video dove si ritrova a giocare un forte GM col Bianco. Non perderti la seconda partita perchè ha dell’incredibile.

Come spieghiamo questa grande abilità di ragionare, agire e prevedere le mosse dell’avversario in così poco tempo? Io credo che ci sia una sola risposta a tutto questo: intuizione.

Tuttavia, un bravo scacchista, è tale, quando sa distinguere le buone intuizioni, quelle che risultano essere adeguate alla posizione, dalle cattive intuizioni, ovvero quelle che conducono fuori strada. Non sempre intuizione è sinonimo di cosa giusta.

Suetin dice che l’intuizione ricopre un ruolo fondamentale negli scacchi, però non si è mai fatto nessuno studio approfondito, è un problema che non è stato molto sviscerato.

Si parlano di molti concetti concreti e astratti sugli scacchi, ma dell’intuizione si parla sempre molto poco, forse perchè è una dote strettamente personale che non sappiamo neanche noi come abbiamo fatto a svilupparla. Si, sicuramente col gioco veloce, ma in che modo di preciso?

Col termine intuizione, indichiamo la “capacità di scoprire la verità immediatamente, fulmineamente, evitando ogni genere di ragionamento logico; è un’ illuminazione interiore, una luce del pensiero che chiarisce l’essenza di un problema.

Questa definizione, che amo molto, è stata tratta dal “Dizionario della logica”.

L’intuizione non è possibile senza il substrato logico e si presenta solo sulla base dei risultati di una certa quantità di dati concreti, ottenuti nel processo di esperienza e di analisi.

Inoltre sempre nello stesso capitolo Suetin parla di una cosa alla quale ho sempre creduto anche io, e ne ritrovo conferma in queste sue parole:

Ho l’impressione che molti Maestri ripudiano le decisioni intuitive nelle analisi delle proprie partite pubblicate sulle riviste e si sforzano di nasconderle, spiegando in modo falso i propri pensieri con l’arte del calcolo o previsioni a lunga gittata.

Molte volte mi è capitato di leggere: “ho fatto questa mossa in vista di un futuro…” . Certo, i GM riescono a calcolare anche 10, 15, 20 mosse dopo, ma si tratta sempre di puro calcolo? Sono convinto che un gran numero di pensieri durante una partita nascono in modo intuitivo, in base al proprio talento. La loro casualità è solo apparente!

Suetin – Bagirov, 31° campionato dell’URSS, 1963

questa era la posizione. L’ultima mossa giocata fu quella del Nero con 17. … Ae7-d6. Cosa può fare ora il Bianco? Semplificando si avrebbe alleggerito la posizione sfumando così molte possibilità offensive. Le lancette dell’orologio avanzavano, e i calcoli si complicavano. Ecco che Suetin prese una decisioni di puro intuito!

18. Dxg7+!?

Tal scrisse riguardo a questo sacrificio: “Una mossa senza dubbio forte. Tuttavia il sacrificio non porta ad una vittoria forzata.”

18. Rxg7 19. Axf6+

Dove mettere il Re? In h6 o in g6? Bagirov pensò per un’ora poi giocò in modo intuitivo anch’egli…

19. … Rh6 20. Taf1 De3 21. Th5+ Rg6 22. Th4! Af4! (unica difesa dal matto) 23. Thxf4 h5 24. Axd8 Txd8 25. Ad3+ Txd3 26. cxd3 Dxd3 27. Tf6+ Rg5 28. Txf7 h4

Qui si poteva anche forzare la patta con 29. T7f5+ ma il Bianco sta meglio…

29. Rg1 De3+ 30. T7f2 Rh5 31. Ce2! Rh6 32. Cf4 a5 33. Td1 a4 34. h3 Rh7 35. Cd5

Una volta messo al sicuro il Re, il Bianco sferra l’attacco decisivo sull’ala di Re. La posizione del Nero è persa.

35. … Dc5 36. Cf6+ Rg7 37. a3 Rg6 38. Cg4 Rh7 39. Te1 Dd6 40. Ce3 Rg6 41. Cf5

E il Bianco concretizzò il suo vantaggio

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