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Claudio Calabrese – Giants Killer

In questo breve articolo vi voglio presentare un nuovo collaboratore. E’ Claudio Calabrese, 1° Naz. di Frosinone, ma la categoria non vi inganni. Quando leggerete la sua storia capirete che in realtà è un personaggio che può riservare molte sorprese. Gli lascio la parola:

“Sono nato ad Alatri, in provincia di Frosinone, dove risiedo. Ho cinquant’anni sposato con due figli e svolgo la professione di promotore finanziario da cica trenta anni.

La passione per gli scacchi l’ho avuta sin da bambino, perchè vicino casa c’era un signore appassionato, che aveva la fama di essere il più forte del mio paese. Io questa fama la volevo “oscurare”..e dopo qualche tempo ci sono riuscito battendolo ripetutamente.

Ma, come molti giocatori italiani e non, la passione è esplosa nel 1972 in occasione dello storico match mondiale tra Bobby Fischer e Boris Spassky. Avevo 10 anni e, ricordo, che i giorni della “sfida del secolo” fu un periodo magico per il nostro gioco, in ogni angolo e luogo si giocava a scacchi, sembrava un'”epidemia“.
Come avrete intuito sono stato e sono un autodidatta, non ho mai avuto lezioni o quant’altro. Ho imparato (poco forse) solo leggendo e giocando (poco come vedrete).

Dopo le partite con il “vicino di casa” e l’iscrizione all’ASIGC con partite per corrispondenza, il mio debutto agonistico, ai festival scacchistici internazionali, avvenne nel 1978 a Roma in occasione del Torneo int. “l’Alfiere” che si disputò al palazzo dei congressi dell’EUR, fui subito promosso alla categoria superiore.

Da allora fino al 1989 (il mio periodo più intenso dal punto di vista agonistico) ho disputato numerosi tornei Provinciali, Nazionali e Internazionali a tavolino e per corrispondenza, ottenendo numerose vittorie e piazzamenti di prestigio, raggiungendo la 1a Naz. a tavolino e Candidato Maestro per corrispondenza.
Tra le competizioni più importanti da ricordare, ci sono il Torneo Int. di Madonna di Campiglio del 1984 che vinsi e dove fui promosso 1a Naz.
in quell’occasione venni premiato dal Presidente della FIDE Florencio Campomanes. Andai al Festival di Caorle 1984, insieme all’amico Giulio Borgo (allora C. Maestro) e venni inserito nel torneo magistrale, totalizzai insieme a Giulio 3,5 punti su 8, battendo tra gli altri il maestro Lantini e “buttando” numerosi mezzi punti.

Purtroppo ricevetti la prima beffa: non essendoci la promozione in base all’ELO, come è oggi, gli arbitri mi dissero che il calcolo con l’ELO mi vedeva ampiamente promosso a Candidato Maestro, ma in quel periodo il regolamento diceva che bisognava fare il 50% dei punti e quindi per mezzo punto non fui promosso!

Sempre nel 1984 partecipai all’Open Internazionale di Mendrisio pieno di grandi giocatori con titoli internazionali.
Mi classificai tra i primi 15-20 su 128 partecipanti! totalizzando 4,5 punti su 7 ; il torneo venne vinto dal famoso Grande Maestro V. Hort, io arrivai insieme a Lanzani, Mantovani, Pernisco, Iudicello, Braunberger ecc.
In questo torneo ottenni una clamorosa affermazione contro il M.I. Jugoslavo Ljubisavljevic, con il nero, una difesa Francese. Era presente il M.I. Messa vicino al mio tavolo, che seguì con trepidazione la fase finale; a fine partita rimase talmente colpito che mi chiese un rapido commento e pubblicò la partita sulla rivista Scacco! di gennaio 1985

Sempre in questo torneo feci patta all’ultimo turno con il maestro Jugoslavo Ivancev, sempre una difesa Francese, a fine partita le analisi insieme al mitico Enrico Paoli dimostrarono che avevo partita vinta. Persi una sola partita con il M.I. Vujovic, che non era persa! Anche in questo torneo ebbi la beffa di non ottenere la promozione e il titolo di Candidato Maestro. Gli arbitri mi dissero che la mia performace era da norma di Maestro, ma non contava per la promozione alle categorie FSI!

L’ultima partecipazione, di questo periodo, ad un torneo importante fu a Porto San Giorgio nel 1993 e da allora non ho più partecipato a Festival Internazionali fino al 2011, quando ho giocato al torneo “A” di Ischia, dopo un’assenza dalla pratica agonistica di ben 18 anni! Nonostante ciò ho fatto 4 punti su 9 nel magistrale. Dopo un anno di assenza, quest’anno ho partecipato di nuovo al Festival di Ischia e ho totalizzato 2,5 punti su 7, buttando letteralmente tre partite nei momenti decisivi. Lo studio e la teoria contano ma la pratica agonistica è ugualmente importante se non di più. Non posso pretendere di giocare poco e fare ugualmente dei punti in tornei in cui affronto Maestri Intrenzionali e G.Maestri.

Nel 2010 ho ripreso a giocare per corrispondenza in occasione della 1a Coppa T&C ASIGC via e-mail, con buoni risultati. Poi mi sono iscritto al Campionato Italiano Magistrale e alla 18ma edizione della World Cup, dove ho raggiunto l’ELO di 2158 punti.
La mia partita Calabrese – Kapusta (POL)1-0 (una difesa Est-Indiana) è stata pubblicata sull’informatore 113 per una mia novità teorica.


Qui finisce l’auto presentazione di Claudio e credo che ormai abbiate imparato un po’ a conoscerlo. A questo punto conviene dare un’occhiata alla partita vinta con il Nero contro il MI Ljubisavljevic (che avete già visto nella pagina scannerizzata dell’ormai defunta rivista “Scacco!”) nella quale aggiungerò i miei commenti per aggiornarla dal punto di vista teorico.

[box type=”info”] Suggerimento: riproducete la partita sulla scacchiera e non limitatevi a leggere i commenti e a guardare i diagrammi. Sia che siate giocatori agonisti che semplici amatori che vogliono migliorare il loro punteggio su Scacchisti.it, il rigiocare lentamente la partita vi darà più benefici che molte ore passare davanti allo schermo del computer.[/box]

M.I. Z. Ljubisavljevic
M.I. Z. Ljubisavljevic

Z. Ljubisavljevic – C. Calabrese

1. e4 e6


La Difesa Francese è una difesa molto complessa. Ha conosciuto il suo periodo migliore negli anni ’80 in seguito alla pubblicazione ( avvenuta proprio nel 1984) del primo libro di repertorio “serio” scritto da un giocatore statunitense quasi sconosciuto in Europa, il MI John Watson. Il suo “Play the French” divenne una specie di Bibbia scacchistica e di colpo tutti cominciarono a giocare la Francese.
Questa difesa, tuttavia, non è affatto semplice ed è sconsigliata ai principianti a causa della sua natura chiusa. Ci sono difese altamente raccomandate a livello di GM ma che sono ritenute cattive a livelli bassi. Ka Francese è una si queste… con qualche eccezione, naturalmente.
Se decidete di accostarvi alla mossa 1.., e6 il consiglio è quello di farlo cominciando a leggere il bellissimo “Winning with the French” del GM Wolfgang Uhlmann

2. d4 d5 3. Cc3 Ab4


E’ la variante Winawer ( che il GM Enrico Paoli aveva proposto di chiamare “Winima” dal nome dei tre grandi sostenitori di questa difesa, Winawer, Nimzovitsch e Maroczy). Oggi si gioca con frequenza anche 3.., Cf6. Con la mossa del testo il Nero mette sotto pressione il punto e4 e contemporaneamente si prepara a doppiare i pedoni sula lato di Donna.
Una terza possibilità è data dalla cosiddetta var. Rubinstein 3.., dxe4 ( da non confondersi con la Var. Burn che si verifica dopo 3.., Cf6 4. Ag5 dxe4 anche se poi a volte ci sono dei rientri).

[box type=”info”] Suggerimento: ci sono giocatori ( abitualmente molto deboli) che danno suggerimenti strampalati come quello di giocare varianti minori o sistemi universali chiusi. Avvallano queste loro asserzioni con partite giocate o dai computer o da loro stessi al bar con qualche amico, naturalmente vinte ( le sconfitte non le mettono mai). Vi stanno imbrogliando. La cosa migliore che potete fare è non studiare e giocare aperture ( o difese) dubbie ma crearvi un buon repertorio di aperture fin dall’inizio. Che cosa si intende per “buono”? Semplicemente che si compone di varianti che seguono i principi generali della strategia della partita a scacchi.[/box]

1° Naz.   C. Calabrese
1° Naz. C. Calabrese

4. e5


La mossa migliore. Il Bianco ha provato a giocare non meno di 7 mosse in questa posizione ma senza particolare successo. Il nostro MI Rombaldoni ha cercato di rivalutare la var. 4. a3 ( già proposta da Keene nel suo libro “Repertorio di Aperture per il giocatore d’attacco) ma non ha fatto proseliti.

4.., c5 5. a3 Axc3+ 6. bxc3 Ce7


Questa è la mossa più tradizionale e quella che è ancora preferita fra I giocatori di ogni livello. Tuttavia il Nero dispone di altre possibilità fra le quali 6.., Da5 è quella che attualmente va più di moda.

7. Cf3

La variante posizionale che non passa mai di moda. Oggi l’attenzione è focalizzata su 6. Dg4 ma all’epoca in cui è stata giocata questa partita la cosiddetta Variante del Pedone Avvelenato era considerata troppo rischiosa. Ci sono voluti una ventina d’anni e pagine e pagine di analisi per riportarla in auge.

Dopo 7. Dg4 il Nero ha diverse possibilità. Cito solo le principali:7.., Cf5 difende il Pg7 e dopo l’ovvia 7. Ad3 gioca 7.., h5

  • 7…, Rf8 molto tranquilla ma passiva suggerita dal GM Eingorn
  • 7.., Da5 sacrifica i pedoni sull’ala di Re ma si rende subito pericoloso
  • 7.., Dc7 Stessa idea della variante precedente ma da un’ottica diversa 7.., 0-0 la mossa moderna. Sembra un suicidio arroccare proprio dove il Bianco sta dirigendo il suo attacco ma le partite degli ultimi anni sembrano dimostrare che il Nero tiene.

Ma torniamo alla partita

7.., Cc6 8. a4 Da5 9. Ad2

Il momento della prima vera decisione. Il Bianco abbandona l’idea di giocare Aa3 e dà un solido sostegno al pedone c3. Inoltre minaccia prima o poi la spinta in c4 facendo esplodere il centro per sfruttare il vantaggio della coppia degli Alfieri. La variante più tranquilla è 8. Dd2 che prelude al cambio delle Donne. Con il senno di poi al MI jugoslavo forse sarebbe convenuta seconda questa opzione.

9.., Ad7 10. Ae2 f6!?

Senza il minimo rispetto per la categoria dell’avversario. Questa è sicuramente la mossa più dinamica nella posizione e anche la più rischiosa. Ovviamente rischiosa per entrambi e forse questo combattimento corpo a corpo era proprio quello che Calabrese stava cercando. A quei tempi l’alternativa era la più tranquilla 10.., c4 preparando la spinta in f6 solo dopo aver impedito la spinta in c4. Tuttavia il Bianco aveva ottenuto degli ottimi risultati con 11. Cg5! h6 12. Ch3 ( con l’idea di proseguire con Cf4-h5) e il numero delle vittime della variante era stato impressionante. Ma nel 1977 Korcnoj giocò questa linea contro Spasskij nel match dei candidati per la sfida mondiale e la riportò alla ribalta.

Suggerimento: molti vi diranno che studiare le aperture non serve. Questo può essere vero in posizioni strategiche ma in posizione tattiche come quella del diagramma, una base teorica può aiutarvi a “sopravvivere” davanti ad un avversario più esperto e più quotato.

11. c4

Coerente. La cattura in f6 porterebbe all’apertura della colonna “g” mentre altre mosse consentirebbero al Nero di giocare il piano basato su c4 e poi 0-0-0 dato che Cg5 non è più possibile.

11.., Dc7 12. cxd5 Cxd5 13. c4 Cde7 14. exf6 gxf6

Spasskj aveva invece optato per c3 e poi per la presa in f6 ma il Nero non aveva avuto problemi. Ljubisavljevic gioca la mossa più precisa. Vuole catturare in f6 ma impedendo il salto di Cavallo in f4.

15. dxc5?!

Una mossa imprecisa ma giustificata dal fatto che il Nero sta giocando “sulle spalle dei giganti” ( cioè sulle partite e sulle analisi di grandi giocatori) e allora il Bianco preferisce portare il suo avversario ( sulla carta meno quotato) fuori dalla teoria che a questo punto prevede come migliore 15. Ac3

15.., 0-0-0 16. a5 a6 17. 0-0 e5 18. Dc2?!

Facilita lo spiegamento delle forze avversarie” (Calabrese) E’ singolare notare che questa mossa, che è la prima scelta di vari motori scacchistici, è in realtà una mossa imprecisa. Nel database on line di Chess Base ci sono solo 4 partite e i risultati sono per lo più favorevoli al Nero.

18.., Thg8

Il Nero sfrutta la colonna “g” aperta e la Torre in g8 adesso guarda in cagnesco il Re avversario. Ovviamente non c’è motivo di temere la cattura in h7 perché l’apertura delle linee contro l’arrocco sarebbe un suicidio.

19. Rh1 Af5 20. Db2 Ae4 21. Ac3 Cf5!

I pezzi del Nero stanno convergendo sul punto d4 che diventa una testa di ponte per l’assalto all’ arrocco.

22. Tg1 Dg7

Giocata per evitare la mossa di liberazione 23. Cd2 ma si poteva già entrare nella casa d4 con un Cavallo. Il fatto che il Nero disponga di più opzioni ( tutte buone) dopo solo 22 mosse dimostra che la aua posizione è decisamente superiore.

23. Ce1 Cc-d4 24. Axd4 Cxd4 25. f3? ( vedi diagramma pubblicato nella pagina di “Scacco!”)

Il M.I. sbaglia! Preoccupato dell’ammassarsi di truppe versa la sua fortificazione, che sta traballando, cerca di allontanare almeno un pezzo fra quelli che minacciano il punto g2 ma così facendo provoca un ulteriore indebolimento. Si imponeva 25. Ta3 con l’idea di far affluire forze fresche a difesa del Re.

25.., Cf5!

Si poteva anche ritirare l’Alfiere in c6 ( e forse molti di noi lo avrebbero fatto) ma Calabrese intravede la possibilità di dare matto con Cg3+ e Dh6

26. g4 Ac6 27. Dc3 Cd4 28. De3 h5 29. Ad3

La principale preoccupazione del Bianco è cambiare qualche suo pezzo passivo con i pezzi attivi del Nero. La perdita di un pedone non è così importante quanto cercare di sfuggire agli attacchi da matto.

29.., hxg4 30. Ae4 Axc6 31. fxe4 Th8

Questo è un momento critico nella partita dal punto di vista psicologico. Il giocatore nazionale che guadagna un pedone ad un giocatore di categoria magistrale potrebbe essere spinto a tirare i remi in barca e, dopo aver condotto una partita all’attacco, cercare di traccheggiare fino al finale. In realtà questo è il momento di “giocare cattivo” per non dare possibilità di reazione al più esperto avversario.

[box type=”info”] Suggerimento: se siete in attacco e il vostro avversario perde ( o sacrifica) del materiale, non tirate mai i remi in barca e continuate a giocare per l’attacco. Troppi giocatori hanno pattato o addirittura perso partite vinte solo perché si sono limitati ad aspettare che la mela cadesse da sola dall’albero.[/box]

32. Ta2 Th6 33. Tb2 Tdh8

Il Bianco era sotto pressione da troppe mosse e ora commette l’errore che fa calare il sipario. In ogni caso la sua partita era persa…

34. Cd3?? Th3 35. Dd2 Cf3 36. Abbandona

Una bella partita che molti maestri avrebbero sottoscritto volentieri.

TM

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