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Come Scegliere un’Apertura (1° Parte)

Introduzione

Vi è mai capitato, dopo l’ennesima sconfitta a causa di una brutta apertura, di pensare qualcosa come “ Ora basta! Devo cambiare apertura!

Sì, si fa preso a dirlo ma a farlo? Che apertura dovrei scegliere? Nel vasto mondo dell’editoria scacchistica i libri sulle aperture coprono una grandissima percentuale stimabile intorno al70 / 80%.

Titoli come “Winning with…” oppure “Play the…” o anche “… Alert!” sono come le sirene di Ulisse e sembra quasi che, dagli scaffali, ti sussurrino “Comprami e vincerai”.
Dovrebbero servire per migliorare il tuo repertorio ma l’unica cosa che ottengono è quella di migliorare il conto in banca dell’autore.
E allora? Bisogna rinunciare? La risposta è:

Immagino il vostro stupore! Del resto il titolo dell’articolo parla esplicitamente di aperture e ora vi sentite dire che non servono.

OK, cercherò di spiegarmi meglio. Prendete una vostra partita recente, meglio se persa. Riguardatela con obbiettività e date una risposta onesta a questa domanda: l’avete persa per colpa dell’apertura? Quasi certamente la risposta sarà “no”. Continuare nell’esperimento e guardatene un’altra e un’altra ancora. Scoprirete che le sconfitte sono dovute a errori tattici o a strategie sbagliate. Fate lo stesso con le vittorie. Vi è successo di aver surclassato il vostro avversario in apertura? Anche qui è molto probabile che la risposta sia ancora “no” e che le vostre vittorie, esattamente come per le vostre sconfitte, siano state causate da un errore più o meno grosso del vostro avversario. Un errore che voi siete stati in grado di sfruttare.

Quindi la cosa più importante è migliorare la vostra abilità tattica e strategica invece che cercare di memorizzare l’ultima linea teorica del Dragone.
Ora posso anche aggiustare il tiro e spiegare meglio il senso di quest’articolo. Quello che intendo trasmettervi è che le aperture non sono la fase di gioco alla quale dovreste prestare maggiormente attenzione. Tuttavia, è innegabile, sono la fase di gioco che si presenta sempre e quindi abbiamo bisogno anche di loro.
La soluzione? Createvi un buon repertorio e mettetelo alla prova!

Il Repertorio

L’apertura dovrebbe seguire alcuni principi che sono una sorta di mappa per chi deve scegliere una direzione oppure un’altra.

Primo Principio – l’affiancamento

Nelle prime mosse sia il Bianco che il Nero dovrebbero prefiggersi di ottenere un affiancamento di pedoni, possibilmente al centro.

Posizione ideale del centro per il Bianco

Posizione ideale del centro per il Nero

Posizione ideale del centro per il Nero

Secondo Principio – Lo Sviluppo

Sviluppate velocemente i pezzi nelle case dalle quali svolgono la massima attività. Di solito i Cavalli vanno sviluppati nelle case f3 e c3 per il Bianco e f6 e c6 per il Nero

Per gli altri pezzi bisogna valutare la casa migliore seguendo il prossimo principio.

Terzo Principio – massima attività

Per i pezzi che non siano i Cavalli (per i quali sappiamo già le case migliori) dobbiamo aspettare lo sviluppo del gioco dell’avversario per decidere le case migliori.

L’A. è in una casa efficace (sviluppo flessibile

L’Alfiere è in una casa efficace (sviluppo flessibile)

L’A. è in una casa inefficace ( sviluppo impacciato

L’Alfiere è in una casa inefficace (sviluppo impacciato)

Quali aperture Scegliere?

Le aperture e le difese sono tantissime ed è facile perdersi nel mare magnum della teoria. Cerchiamo però di applicare i principi espressi prima. Prendiamo come esempio la Caro Kann.

Se partiamo dal principio che in apertura dovremmo sviluppare i pezzi, sicuramente la mossa 1.., c6 non corrisponde a questi principi dato che non solo non sviluppa nulla ma addirittura blocca il Cb8. Un discorso simile potrebbe essere fatto per la Pirc ( 1.., d6) o l’Olandese.

Però già adesso immagino le critiche che potrei riassumere in una frase: “ Ma tanti GM giocano queste linee!”.

E’ vero, però quando un GM gioca una mossa ha alle spalle diverse considerazioni. Ad esempio un giocatore che si considera più forte del suo avversario in un determinato campo potrebbe voler costringere il suo avversario a giocare posizioni scomode o non gradite. Oppure ha trovato una importante novità teorica, magari vuole fare patta col Nero o, semplicemente, teme la preparazione teorica del suo avversario nelle linee che gioca abitualmente e vuole sorprenderlo.

Se una linea è buona per un Grande Maestro non è detto che sia buona anche per voi!
Un altro principio che può guidarvi nella scelta è il grado di aggressività dell’apertura. Scegliete aperture aggressive senza lasciarvi fuorviare dal repertorio dei super Grandi maestri. Prendiamo la difesa Russa che è una difesa giocata, fra gli altri, da Kramnik

E’ una difesa solida ma un po’ passiva e può andare bene dal livello di Candidato Maestro in su ma a livelli più bassi è sconsigliabile. Inoltre tenete presente che è più facile attaccare ( o contrattaccare) che difendere.

Non scegliete linee d’apertura troppo complicate.

Prendete ad esempio la Siciliana Var. Najdorf

Per studiare tutte le varianti che scaturiscono da questa posizione non basterebbe una vita. Mosse come 6. Ag5 6. Ac4 o 6. Ae3 hanno molte varianti forzate e lunghe nelle quali la memoria conta tantissimo.

Quindi quando suggerisco di non scegliere varianti troppo complicate intendo dire che non dovreste scegliere quelle aperture o difese che contengono molte e molto lunghe linee forzate. Vediamo invece questo diagramma che riporta una normale posizione della difesa Spagnola:

I due schieramenti non sono ancora entrati in contatto e quindi non ci sono varianti forzate. In casi come questi non è necessario essere aggiornatissimi sulle ultime novità teoriche ( sto sempre parlando dei nostri livelli… le conoscenze dei super GM vanno oltre la 30° mossa) e quello che occorre fare è capire come vanno giocate queste posizioni.
Un esempio conosciuto da chiunque giochi i festival in Italia è quello del GM Igor Naumkin. Naumkin non ha un computer, non consulta database e raramente studia. Ma gioca sistemi non troppo forzanti che conosce benissimo.

Adattare le Aperture al Proprio Stile

Si sente dire spesso che le aperture dovrebbero adattarsi al proprio stile di gioco. Il vero problema è: qual è il nostro stile?
Lo stile di gioco si forma col tempo e con le conoscenze. All’inizio siamo tutti giocatori universali. Se sentite un vostro amico dirvi: “io sono un giocatore posizionale.” Traducete questa frase in “ ho paura ad espormi e preferisco tenere chiuso il gioco.” Potrete parlare di stile quando sarete diventati maestri. Per ora limitatevi a studiare e a giocare in attacco. Scoprirete il vostro stile col tempo.

Non Copiate

Qualche autore suggerisce di prendere come esempio un Grande maestro e copiare il suo repertorio. E’ una possibilità ma tenete sempre presente che la vostra situazione è diversa da quella di un Grande Maestro e quello che va bene per lui potrebbe essere sbagliato per voi.

Cambiare Repertorio

Uno dei difetti dei principianti è la cosiddetta “switch syndrome

In pratica si perde una partita, si dà la colpa all’apertura e si decide di cambiarla. Si gioca quella nuova per un paio di partite ma alla prima sconfitta si cambia ancora… e così via.

Innanzitutto è bene essere onesti e obbiettivi. La colpa della sconfitta va realmente attribuita all’apertura o a noi stessi? La risposta non è da poco perché, se l’apertura è sbagliata, è giusto cambiarla ma se non è così perdiamo l’occasione di far fruttare la nostra esperienza acquisita in altre partite.
Quindi alla domanda “quando bisogna cambiare un’apertura?” la risposta è “MAI!” (cum grano salis)

La prima mossa Migliore

E allora? Quale apertura giocare?

Fischer risponde sostenendo che 1. e4 è la più forte. Ed infatti il grande Bobby si affidò soprattutto all’apertura di Re anche se di tanto in tanto scelse altre prime mosse. Lo statunitense Hans Berliner nel suo libro “Il Sistema” sostiene invece che la prima mossa giusta è 1. d4 citando anche Capablanca.

Dal punto di vista teorico sono due mosse che si equivalgono. Nella seconda parte vedremo un esempio di repertorio.

TM

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4 thoughts on “Come Scegliere un’Apertura (1° Parte)”

  1. lampista su scacchisti.it says:

    ma io la gioco sempre la difesa russa…

  2. TM says:

    Non c’è problema. io facevo un discorso generale di convenienza ma in realtà si può giocare qualunque cosa. Lo scopo di questo articolo è quello di aiutare chi deve decidere quale apertura usare e, in quest’ottica, io consiglio aperture e difese attive. Nel prossimo articolo spiegherò brevemente perchè, secondo la mia modesta opinione, la Difesa Russa è meglio lasciarla ai Maestri ma ciò non toglie che sia perfettamente giocabile.

  3. Qwerty8 says:

    Io sono stato ammalato della “switch syndrome” per fortuna che ora sono guarito e il mio attuale repertorio si e` quasi stabilizzato.

  4. TM says:

    Credo che si guarisca da queta malattia compulsiva nel momento in cui si cresce scacchisticamente e ci si redne conto che la cosa veramente importante è uscire dall’apertura in una posizione equilibrata con in mente le idee e i piani da seguire.

    Il tuo “quasi” stabilizzato è positivo perchè lascia comunque aperto il campo a nuove ricerche ma senza quel saltellare da una parte all’altra tipica dei “malati” di questa sindrome.

    Complimenti e continua a seguirci

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