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Consigli per gli Acquisti

Questo breve articolo nasce dopo aver letto alcuni post di un nostro utente, Antonio, che ha scritto: “Provo anche con alcuni libri ma trovo noioso e infruttuoso seguire (senza capire) le varianti indicate alle mosse principali.”

In effetti lo capisco… spesso leggere un libro di scacchi senza guida è come voler leggere l’ “Ulisse” di James Joyce senza un insegnante che lo spieghi… ti tagli le vene dopo il terzo paragrafo.

Eppure i libri di scacchi ci sono e sono tanti, questo vuol dire che alle spalle c’è un mercato che li richiede. Quanto siano utili… bè, questo è un altro discorso. Però potete fare una prova: chiedete ad un giocatore di scacchi quanti libri ha. Vi risponderà: 10 oppure 100 o anche di più. Poi chiedetegli quanti ne ha letti dalla prima pagina all’ultima. La risposta più comune è ZERO!

Del resto non è difficile capire il motivo. Vediamo ad esempio un libro sulle aperture. Dal sito delle Due Torri vedo che attualmente il più recente è “The Modern Benoni” di Marian Petrov:

benoni-giusta

Potete star certi di due cose: la prima è che fra un paio di mesi alcune varianti di questo libro saranno state demolite. La seconda è che, se lo comprate, siete certi di riuscire a studiarlo. Guardate questo esempio.

esempio-libro-scacchi

Sono due pagine tratte dalla Variante Mikenas, un sistema aggressivo usato dai GM negli anno ’70 ma che oggi è quasi scomparso dalla pratica dei tornei perché non molto efficace. Dite la verità: sareste in grado di ricordare tutte queste complicazioni, se vi capitassero in partita? Probabilmente no.

Ancora peggio vi andrebbe se vi rivolgeste a quei libri che garantiscono un repertorio completo per il Bianco. Navigando fra sigle come B723, che sembrano modelli di aerei da combattimento,  e nomi strani (Shimanov chi è? Quello del cambio delle bici da corsa? E Mongontuul gioca a scacchi o vive in un castello della Transilvania?) rischiate di bruciare gli ultimi neuroni che vi sono rimasti.

Le cose non vanno meglio sui libri di strategia:

  • “nuovo manuale avanzato di analisi scacchistica”
  • “impara a calcolare”
  • “Move first, Think later” ( ma come… prima muovo e poi ci penso? E’ come dirmi: se qualcuno suona al tuo campanello prima spara e poi chiedi chi è”)
  • “Revolutionize your chess” ( mi insegnerà finalmente a non lasciare i pezzi in presa?)

E allora, mi chiederete, cosa faccio? Non compro libri?

Diciamo che in realtà non occorrono né 100 né 10 libri, due o tre bastano. E visto che il titolo è “Consigli per gli acquisti” ecco i miei consigli.

Come siete messi con i finali? Un po’ male? Allora questo libro fa per voi:

finali-giusto

Guarda questa VideoRecensione

In sole 112 pagine trovate tutto l’essenziale. L’autore scrive questo: “…quante volte ho avuto occasione di osservare come molti giocatori preparati in apertura e abili nel mediogioco, dopo uno scambio di pezzi e l’approdo in finale, crollavano perdendo finali elementari.”

L’autore, partendo da questa considerazione mentre stava approntando la sua più importante opera enciclopedica sui finali per giocatori di alto livello, decise di impegnarsi anche nella preparazione di un volume sui finali essenziali, in modo che chiunque, al di là della massa delle informazioni, potesse avere una

guida precisa.

“Pensai che fosse importante scegliere i finali fondamentali che ogni entusiasta degli scacchi dovesse conoscere per gestire con competenza la fase finale della partita. Venne fuori che non era necessario studiare una grande quantità di materiale.”

Semplicemente una sacrosanta verità. Ma andiamo al secondo consiglio:

nunn

A dire il vero qualunque libro di tattica va bene. Io vi suggerisco questo perché l’inglese John Nunn mi è particolarmente simpatico.

Teichmann scrisse che gli scacchi sono tattica al 99%, quindi esercitarsi (possibilmente) ogni giorno con 3/4 esercizi vi farà fare passi da gigante sia che giochiate a tavolino sia che vi limitiate a giocare on line.

Per finire:

nunn2

Un libro di partite suddivise per temi e commentate mossa per mossa. Molto istruttivo.

“Solo questo? E le aperture?” immagino che chiederete? Le aperture lasciatele da parte per il momento. Imparate la tattica e guardate delle partite. Se poi, più avanti vorrete fare un ulteriore salto di qualità, potrete rivolgervi a qualcuno più esperto di voi, al circolo oppure su internet.

Prima di chiudere mi sento in dovere di mostrarvi questa giocatrice con il nome della quale mi sono permesso di scherzare. Vi presento:

GM-chess

Batkhuyag Mongontuul ( per gli amici “Tuul”) WGM di 23 anni proveniente dalla Mongolia. Niente canini appuntiti, niente ali di pipistrello ma un “killer istinct” che la porterà in alto nelle classifiche mondiali.

TM

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19 thoughts on “Consigli per gli Acquisti”

  1. Paola Celadin says:

    Articolo bellissimo! Personalmente dall’alto della mia inco-scienza ho letto pochi libri,amo di più vedere i video di scacchi..oppure le partite sulla scacchiera ma…ma… visto che questi li hai suggeriti TU li studierò profondamente visto che li ho già nella mia vasta biblioteca….Grazie. Ti pedino sempre…sei senza speranza Paola

  2. Antonio says:

    Grazie per i suggerimenti ! Capire gli scacchi di Nunn ce l’ho in inglese. Quello sui finali lo lascerò per ultimo. Cercando di capire i miei problemi mi sono accorto che tatticamente sono sottozero. Sto cercando, quindi, di spingere su quello. Ottimo il libro di Nunn sulla tattica, quindi. Ma sto usando anche diversi siti e autori online che propongono tanti esercizi di tattica. E’ proprio come hai detto, almeno nel mio caso, serve a poco studiare varianti, aperture se poi lascio pezzi in presa, sospesi, non calcolo le mosse (non solo le mie ma anche quelle dell’avversario) ecc.. Credo che studiare la tattica sia ottimo anche per i finali che, seppur non studiati, possono essere improvvisati in quanto migliorati nel calcolo delle mosse.

    Sono sempre qui 😉

  3. TM says:

    Ciao Paola, grazie per i complimenti. Il prossimo articolo sarà un tantino… diverso. Spero che ti piaccia e spero che piacerà a tutti.

    Nel frattempo vi suggerisco un piccolo suggerimento del GM Aagaard.

    Ogni giorno per sei giorni ( tenete un giorno libero) analizzate o fate esercizi per 20′. Stabilite all’inizio quale sarà il vostro giorno libero e quando troverete i 20′ necessari. Non importa cosa intendete studiare i quei pochi minuti, se i finali, la tattica o la strategia ( per favore non le aperture!)ma raccogliete il guanto di sfida del vostro miglioramento.

    Nel farlo dovete:
    1. essere concentrati
    2. essere in grado di concentrarvi quando lo decidete voi
    3. Avere un programma ( anche piccolo) di quello che dovrete fare
    4. Scrivete le mosse prima di controllare le soluzioni

    Approfitto per dire che chi vuole contattarmi in privato può farlo all’indirizzo obbiettivo1naz@yahoo.it

  4. TM says:

    Ciao Antonio. In realtà qualunque sito che propone test scacchistici va bene. Io di solito suggerisci libri cartacei perchè obbligano a usare una vera scacchiera e, quando giocheremo dei tornei, non avremo davanti agli occhi uno schermo ma una scacchiera tridimensionale!

  5. Paola Celadin says:

    Ciao Christian, io quando faccio esercizi di tattica o vedo i video delle partite riproduco sempre la situazione sulla scacchiera tridimensionale, hai ragione tu è molto diverso il tipo di visualizzazione nella scacchiera 2D e su quella 3D. EUREKA!!!! ne ho azzeccata una!!! Grazie per i tuoi commenti! Paola

  6. Antonio says:

    Sì, sono d’accordo. Non ho mai giocato tornei ma, in effetti, la scacchiera fisica è diversa da quella “virtuale”. Mi sto allenando anche su quella facendo degli esercizi suggeriti da Michael de la Maza, e devo dire di preferirla anche a quella del pc. Credo che non sia tutto oro ciò che riluce ma un pò di verità in ciò che ha scritto io ce la trovo, almenon nel mio tipo di gioco (o forse sarebbe meglio dire “non gioco” :D). Sto usando praticamente di tutto per la tattica, ovvero: ideachess, il sito che avete suggerito anche voi, chesstempo, un libro acquistato per il mio kindle con problemi semplici ma derivati da casi reali di giocatori non troppo forti (http://tacticstime.com/) … qualcosa si muove !

  7. Antonio says:

    Ho dimenticato anche questo sito di Ward che per la tattica è splendido. Molto rilassante anche il suo metodo di insegnamento:
    http://www.chesstactics.org/index.php

  8. Vincenzo says:

    Ciao Christian,

    innanzi tutto, ti faccio i miei complimenti per il tuo interessante sito da cui traspare tutta la tua passione per gli scacchi. Poi vorrei ringraziarti per i tuoi preziosi consigli bibliografici. Conoscevo già i due libri di Nunn, ed entrambi sono davvero molto validi. Quello sui finali, ha il vantaggio di essere davvero molto sintetico. Io però, dopo aver insistito sempre e solo sulla tattica, vorrei chiederti consiglio per acquistare un buon libro (secondo la tua esperienza e conoscenza)scritto o tradotto in italiano, che tratti i concetti strategici di base. Grazie in anticipo.
    Saluti
    Vincenzo

  9. TM says:

    Rispondo io dato che l’articolo era mio ma, se Christian vuole, potrà aggiungere qualche sua indicazione.

    Per suggerire un libro sulla strategia bisogna innanzitutto sapere alcine cose:
    1) Lo scopo dello studio
    2) il livello attuale

    Mi spiego meglio: se lo scopo è solo quello di migliorare nei blitz a 5 minuti di Scacchisti.it è meglio non spendere soldi in libri ma comprare un mouse più veloce. Ad esempio Nakamura ha scritto che una delle mosse migliori nelle partite a 1 minuto è 1. h4

    Se invece lo scopo dello studio è quello di partecipare a tornei a tavolino o semplicemente di affrontare con cuore coraggioso i migliori giocatori del proprio circolo anche se solo in partite amichevoli, il discorso è, ovviamente diverso.

    Veniamo ora al livello. Uno dei migliori libri scritti in italiano è il libro di Zichichi “Lezioni di scacchi” ma è un manuale che parte praticamente dall’ ABC. Se si è quel livello ( ad esempio se sentendo parlare di Apertura di Donna pensate al parte cesareo) quel libro è quello che fa per voi.

    Se siete ad un livello superiore allora il discorso cambia e in italiano non c’è moltissimo. Forse un libro che parli di strategia in generale è “La mia scuola di scacchi” di Negrini ma non ho avuto occasione di leggerlo.

    Inoltre per dare un consiglio mirato sarebbe meglio vedere prima qualche partita giocata.

    Se vuoi puoi mandarle a questo sito e vedremo di tarare meglio i suggerimenti

  10. Vincenzo says:

    Ok, scusa, non avevo fatto caso alla firma dell’articolo. Però…. beh, insomma, Christian e gli altri suoi collaboratori so per sommi capi chi sono, visto che vi è la specifica pagina in cui si presentano. Ma dietro alla sigla TM chi c’è ? Intendiamoci: non mi interessa conoscere nome e cognome, ma, per lo meno, che tipo di “rapporto” esiste tra te egli scacchi ? Sei un appassionato ma non hai mai partecipato a tornei ? Oppure sei un giocatore per corrispondenza ma non a tavolino ? Sei un tesserato e/o un istruttore FSI ? E se sì, a quale categoria appartieni ? Oppure niente di tutto ciò ? Insomma: per “tarare” i suggerimenti a qualcuno in un determinato settore, bisognerebbe avere (credo) almeno una qualche specifica identità in quel settore. Identità che, al momento, io non sono riuscito a trovare dietro la sigla TM. E non amo affidarmi al mare magnum del web senza prima avere un minimo di credenziali dall’altra parte (che comunque affiderò sempre al mio filtro critico). Il tempo e l’esperienza mi hanno insegnato a non affidarmi ciecamente e a scatola chiusa al primo sedicente “esperto” (o che tale si autoproclama), visto che molto, troppo spesso, dietro all’anonimo cardiochirurgo del web si cela in realtà un macellaio frustrato che ha l’hobby di leggere la Grande Enciclopedia Medica quando si reca alla toilette! Quindi, per favore, un grosso Grazie in anticipo se vorrai uscire anche solo “quel minimo” sufficiente (ma necessario) allo scoperto.
    Ciao
    Vincenzo

  11. TM says:

    Hai perfettamente ragione a non fidarti di nessuno, specialmente nella rete. Anche io faccio lo stesso.

  12. Rocco says:

    Ciao Vincenzo,
    svariati anni fa, Giuseppe Arabito alias “Democrito”, un 1a naz. FSI e bibliofilo collezionista di libri di scacchi, consigliava come approccio di base alla strategia nel suo “Pronto soccorso bibliografico” il libro di Pietro Ponzetto “Scuola di scacchi” oggi edito da Ediscere, e a seguire, prima il “Trattato di scacchi” di Max Euwe per concludere poi con la “bibbia” di Nimzowitsch “Il mio sistema”. Spulciando varie discussioni in diversi forum scacchistici, credo che il libro di Ponzetto rimanga ancora molto valido, mentre i testi di Euwe e Nimzowitsch possono essere sostituiti efficacemente dai recenti volumi di Silman “Teoria e pratica degli squilibri” e “Teoria e pratica degli squilibri: quaderni di lavoro”. Ok, spero di esserti stato un po’ d’aiuto.

    Rocco M.

  13. Antonio says:

    Vincenzo, Internet è veramente un mare magnum. Ma chi lavora senza corrispettivo dietro questo sito non ha nessun obbligo né verso di te, di me o di chicchessia. La tua richiesta la vedo semplicemente fuori luogo.
    Filtra tutto come sai fare e mantieni il tuo spirito critico perché è importante. Se ti va leggi i post di TM altrimenti non farlo oppure non seguire i suoi consigli. Gli autori possono scrivere di tutto, vedi Michael de la Maza, ed essere pubblicati anche se sottoposti a critiche velenose da parte del pubblico più o meno esperto. Sta sempre a noi, poi, filtrare come fai anche tu.

  14. Vincenzo says:

    Come prima cosa desidero ringraziare Rocco per i suoi consigli. Poi vorrei rispondere ad Antonio. Personalmente non credo affatto che la mia richiesta a TM sia stata così fuori luogo, anzi: credo di essere rimasto nei limiti della buona educazione e delle regole civili interumane ! E’ ovvissimo che TM non ha nessun “obbligo” nei confronti di chicchessia e tantomeno miei, ma non vedo cosa c’entri il fatto di lavorare “senza corrispettivo”! La mia era una semplicissima e credo legittima richiesta di conoscere un po’ più (scacchisticamente parlando) chi “sta dall’altra parte” ed elargisce consigli a piene mani a noi utenti occasionali del blog. Ma ripeto, non volevo mica sapere nome, cognome, indirizzo, sesso, età e compagnia bella, bensì soltanto quale livello di COMPETENZA scacchistica TM abbia, tutto qui. Poi: domandare è lecito, rispondere è cortesia; e lui ha creduto opportuno eclissare la mia richiesta con una breve replica, quasi sarcastica, che la dice comunque lunga sui possibili perché del suo anonimato (anche un’ apparente non-risposta è in realtà una risposta!). Per tornare al discorso del “senza corrispettivo”: il Maestro Tarascio (oltretutto istruttore qualificato), nel suo sito pone a disposizione degli utenti moltissimo materiale “A GRATIS” ! Ma questo non lo ha esonerato dal mostrare prima di tutto le sue “credenziali” ! Michael de la Maza ha esposto una teoria per il rapido miglioramento (secondo lui!), ma prima ci ha messo la faccia, il suo non è un libro scritto da un anonimo ! Intendiamoci bene: io non sono Carlsen e non ho bisogno di Kasparov per allenarmi. Potrei tranquillamente (anzi: quasi sicuramente) trovare più utili i consigli di un 1a° naz. rispetto magari a quelli di un “signor SUPER GM”, proprio perché il giocatore nazionale è “più vicino” ai mie problemi, necessità, domande in ambito scacchistico. Ma il bisogno-necessità di mantenere il più totale anonimato nei confronti di TUTTI gli utenti che leggono i consigli elargiti, personalmente la ritengo una forma assoluta di arroganza e di mancanza di rispetto per gli altri, che oltretutto cozza notevolmente con lo spontaneo entusiasmo, la genuina passione scacchistica e la buona educazione del creatore del sito.

    Ciao

    Vincenzo

  15. TM says:

    @ Vincenzo

    Come qualcun altro ha già detto, gli articoli che firmo io possono essere letti o non letti, soprattutto se lo stile, l’argomento o il modo di presentarlo sono antipatici.

    Non credo che sia il caso di fare un confronto con il Maestro Tarascio che è un serio “professionista” ( non nel senso che lo fa di professione, ma nel senso dell’accuratezza, della competenza e della pignoleria con la quale si propone ai suoi allievi) dell’insegnamento scacchistico. Questo sito non ha mai preteso di entrare in concorrenza con nessuno. Anzi, contrariamente a quanto fanno molti altri gruppi, in questo sito esiste una pagina dedicata agli altri sito scacchistici. Di recente l’ho aggiornata prprio io e, nel caso di Istruttorescacchi.it, mi pare di essere stato onesto nel consigliarlo a tutti.

    Quando scrivo gli articoli spero di rivolgermi a persone dotate di buon senso che sono perfettamente in grado di pensare con la loro testa e di capire se un suggerimento è valido oppure no. Non ho mai preteso di essere perfetto e quindi può darsi che nei miei articoli ci siano parti condivisibili e parti non condivisibili. Ognuno legge e poi decide di testa sua.

    Non troverete nulla su di me nelle pagine di presentazione perchè, quando cominciai a scrivere in questo sito e Christian me lo chiese, risposi di no perchè ritenevo che la mia collaborazione sarebbe stata passeggera o tutt’al più limitata alla copertura di “buchi” fra un articolo e l’altro. Poi le cose sono andate in modo diverso anche perchè le ripetute richieste di collaborazione ai lettori di Mattoscacco sono sempre cadute nel vuoto. In questa situazione e in ottemperanza del detto “Meglio qualcosa del nulla” dovrete continuare a leggere ( anche ) i miei articoli.

    Se tu, Vincenzo, vedi dell’arroganza nelle mie risposte o nel mio modo di fare, bè… è una tua opinione e vale esattamente come la mia quando scrivo ( o scriverò) che ritengo la Siciliana migliore della Caro Kann.

    Quindi accetto, pur non condividendolo, il tuo modo di pensare ma tu rispetta la mia decisione di scrivere articoli senza firmarmi. E ricorda che, poichè si sa sempre chi scrive gli articoli, quando vedi la sigla “TM” è il solito articolo di un arrogante e lo puoi saltare a piè pari.

    Credo che ormai ci siamo detti tutto quello che avevamo da dirci e quindi considero chiuso l’argomento. Le polemiche sterili le lascio volentieri ad altri siti… da ora torniamo a parlare di scacchi.

  16. Vincenzo says:

    @ TM (The Mattoscacco?)

    continuerò a leggere i tuoi articoli poiché, a prescindere da tutto il resto, li reputo sempre molto interessanti e competenti. Ma continuo e continuerò a non condividere la tua (libera) scelta di mantenere il più totale anonimato.

    Saluti

    Vincenzo

  17. Michele says:

    Buona sera,

    scrivo per chiedere un consiglio .
    Ho provato ad organizzare la domanda cosi:

    Il GM Matthew Sadler scrive nel suo libro ´Tips for young players´ :
    Strong players are not just people who have good recall of of the variants recommended
    by specialist books . They develop their openings around good general ideas .
    The long variations only come above after a great deal of testing , and you should
    try to follo the same process.

    Sadler sta cercando di dare un consiglio allo scacchista , questo e´ il senso
    della frase .
    Premesso che condivido , pongo la domanda : allora , accettando questo punto di vista ,
    perche´ diavolo ( e lo sottolineo) un libro di scacchi offre a chi lo legge una marea di
    varianti che lo sommergono? Mi verrebbe da dire , dicendolo in inglese Why on earth etc etc .
    Il lettore che si imbatte nelle varianti , e´ evidente , finisce per subire passivamente
    le varianti e si crea una situazione insensata . Di fronte a una gran quantita di varianti
    si viene tentati ( ma non ci si riesce e non e´ neanche la strada da seguire
    ne sono convinto , l ho sempre pensato ) di impararle a memoria .
    Ma questo , viene detto fin dall inizio al giocatore , non serve .
    Non serve a niente imparare a memoria perche´ le varianti , come le istruzioni
    di un programma , si dimenticano subito .
    Un libro di scacchi non dovrebbe offrire piu´ di una variante alla volta
    ( con questo voglio dire che non ci dev essere piu´ di una variante nel libro)
    permettendo al lettore di concentrarsi sullo studio , comprensione ,
    fissazione nella mente , della variante .
    Come esempio reale di un libro che sommerge di varianti porto il caso di
    Cafferty Play the Evans gambit che ho comprato credendo che fosse un libro
    che spiega il gambetto Evans , c e´ una linea di gioco e 5 , 6 pagine di fila di varianti!

    Ma Cafferty non basta , vorrei spedirti
    un esempio di prima mano , dove posso spedirti
    un esempio concreto?

    ciao, grazie ,
    Michele.

  18. TM says:

    La risposta è semplice: perchè così è più facile vendere libri!

    Tenete presente che i maggiori compratori di libri di scacchi sono i giocatori di medio-basso livello che sono anche i più facilmenbte influenzabili.

    E’ abbastanza facile convincerli che il tal libro è la soluzione finale ai loro problemi. Tutte balle! Come ho detto ripetutamente, guardatye le vostre partite e ditemi quante volte avete perso ( o vinto) una partita grazie all’apertura. Forse una volta su 100. Quindi invece di sprecare ( è prprio il caso di dirlo) tempo studiando linee complicatissime è meglio dedicarsi allo studio di altre fasi della partita.

    Al momento i libri più interessanti sono quelli della serie “Starting Out…” che in Italia sono stati tradotti con vari titoli, che illustrano le idee dietro le aperture e una nuova serie “Move by move…” dove le varianti vengono commentate mossa per mossa con l’aggiumta di domande e di esercizi. Purtroppo questa serie non è disponibile in lingua italiana.

    Ricordo che per contatrami potete scrivere a

    obbiettivo1naz@yahoo.it

    Cerco sempre di rispondere a tutti.

    Usate lo stesso indirizzo anche per i vostri suggerimenti su eventuali articoli e/o video che potrebbero interessarvi.

    Non garantisco però di potre accontentare tutti. Non è verto per cattiva volontà ma solo che io non sono un “tuttologo” cioè non conosco tutto. Quindi preferisco parlare solo di ciò che conosco o che ho capito

  19. Michele says:

    Si, ero arrivato alla stessa conclusione.
    Sospetto che il 95 dei libri siano scritti
    per fare cassa .

    Ma vorrei davvero sapere come si gestisce
    la lettura di un libro con molte varianti.
    Quello che vorrei leggere Salvioli Il gioco
    dgli scacchi di Greco , sono siuro che l autore l abbia scritto senza voler vendere , in passato
    non c era la mania commerciale.

    Cme gestisce la letta?
    Io trovato un unico modo . farmi ricrevere
    il libro tagiando un lvello dell ´albero´

    Se non posso mndarti per posta un estratto
    di Salviol ( non mi hai dato un indirizzo, vedo)
    ti mandero´ in allegato all e mail
    un altro libro Laskr Common sense in chess
    anche quello mi confonde.

    Sorry per gli errori di scrittura , la tatiera non fa apparire le lettere che batto.

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