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Consigli per gli Acquisti – Il Ritorno

Questa volta voglio parlarvi di un solo libro e, andando contro le mie stesse convinzioni, voglio presentarvi un libro sulle aperture.

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La Difesa Ipermoderna 1.., b6. Nella letteratura scacchistica anglosassone questo sistema è chiamato “Difesa Owen” dal nome del pastore anglicano John Owen che la giocò per buona parte della sua carriera scacchistica.

L’autore del libro è un MF italiano, Alessio De Santis, romano di nascita ma piacentino d’adozione.

E’ un autore molto prolifico che ha iniziato la sua “carriera” di autore di testi scacchistici con due libretti che hanno riscosso molto successo: La Difesa Est Indiana e Il Sistema Colle.

Ora si propone con testo all’apparenza molto semplice ( c’è molta più teoria in una sola linea della Najdorf che in tutto il sistema con b6) ma che in realtà vuole appoggiare un progetto molto ambizioso, un progetto espresso molto chiaramente a pag. 10

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L’obbiettivo dichiarato è quello di mettere il lettore in grado di sapersi raccapezzare (De Santis usa il verbo “padroneggiare” che però mi sembra un po’ troppo

ridondante) nel sistema con b6 in un paio d’ore e di leggere tutta l’opera in una settimana impiegando 1 o 2 ore al giorno.

Non male, vero? Ma c’è di più. De Santis si propone anche di insegnare la strategia del centro partita mostrando le affinità di questo sistema abbastanza semplice con altri sistemi più teorizzati e più di moda come L’Ovest Indiana, la Francese e addirittura la Grunfeld.

Ad ogni modo potete capire di più sull’opera guardando questo link.

de-santisRiassumendo: si tratta di un volume sulle aperture ( e questo è indubbio) ma allo stesso un libro che insegna a giocare anche alcuni schemi di centro partita ( i cosiddetti “pattern”) che potranno essere utili per aggiungere al proprio repertorio altre aperture utilizzando le nozioni già imparate.

Un’ultima annotazione, più di colore che tecnica. L’italiano di De Santis è un italiano discorsivo ma poco “letterario”. Per farvi capire meglio ecco un esempio tratto da pag. 156: “Ulteriore passo della sua strategia dovrebbe essere di invadere il tuo territorio con d4-d5. Anche qui non è detto che lo faccia, molti aspettano che sia tu a sbilanciarti. Tu hai varie opzioni:”

La frase è abbastanza corretta in italiano ma non del tutto. Tuttavia è proprio in questo che sta la bellezza della prosa di De Santis: non sta realmente “scrivendo” un libro ma sta chiacchierando con il lettore come se lui, il MF, fosse davanti all’allievo e gli parlasse a tu per tu. In questo si rivela molto incisivo e colorito.

Consiglio finale: se Alessio De Santis non fosse italiano potrebbe tranquillamente scrivere per le più importanti case editrici scacchistiche perché il valore di molte delle sue opere non è certo inferiore a quella di altri , più osannati ma meno validi, autori stranieri. Vale la pena di comprare il suo libro e, naturalmente, di studiarlo.

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