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Come individuare motivi Tattici

La ricerca delle mosse e il calcolo delle varianti tattiche richiede sempre molto tempo e fatica. Proprio per questo motivo, prima di addentrarci in questo lavoro è necessario che ci siano dei presupposti.

Se vediamo per esempio il Re e la Donna che si trovano in una situazione tale per cui è possibile dare una forchetta di Cavallo allora vale la pena osservare la situazione e vedere se riusciamo a trovare una linea forzata.

Ricordati sempre che non bisogna mai giocare con i “se”. Non ragionare mai “ora faccio questa mossa, così se il mio avversario non se ne accorge riesco a guadagnare questo pezzo”. Se gli errori dell’avversario arrivano… ben venga! Ma questi non devono stare alla basse delle nostre giocate.

Vediamo quali sono i principali motivi tattici che possiamo trovare in una posizione:

  • pezzi sospesi: i pezzi sospesi sono quei pezzi nostri o dell’avversario che si trovano senza protezione. 
  • eliminazione del difensore: un pezzo è sotto attacco, ma non ci preoccupiamo perché è difeso da un altro nostro pezzo. In realtà la preoccupazione deve esserci perché se viene attaccato e eliminato quest’ultimo pezzo, cade anche il primo.
  • scacchi: gli scacchi di scoperta.
  • attacchi doppi: forchette di pedone, cavallo ecc…
  • pezzi prigionieri: sono quei pezzi che si trovano in spazi angusti e che quindi è facile impriogionarli e catturarli (le torri spesso cadono in questo tipo di tatticismo).
  • pezzi sovraccarichi: quando un pezzo deve difendere due o più minacce si dice sovraccarico. Non ha quindi un solo compito difensivo ma più compiti. E’ possibile mettere questo pezzo in condizioni tali da non riuscire più a svolgere a pieno il proprio ruolo da difensore.
  • inchiodature: il colpo tattico sta nell’attaccare il pezzo inchiodato con più forze rispetto a quante l’avversario riesce a disporne per la difesa.
  • punti critici: i punti critici sono quelle case occupate da un pedone o da un pezzo, difesa tante volte quanto essa è attaccata. Il colpo tattico, anche qui, sta nell’aumentare il numero di attaccanti.

Vediamo insieme questa partita giocata tra Keres e Karpov nel 1973 a Mosca.

1. d4 Cf6 2. c4 e6 3. Cf3 b6 4. g3 Ab7 5.Ag2 Ae7 6. Cc3 0-0 7. 0-0 Ce4 8. Dc2 Cxc3 9. Dxc3 c5 10. Td1 d6

Qui possiamo fare una prima analisi della posizione.

All’occhio ci balza immediatamente l’Alfiere in b7 indifeso (pezzo sospeso). Inoltre sembra che ci sia un’idea di attacco a raggi X della torre in d1 verso la Donna in d8 ma quest’opportunità sembra più remota. Okay, concentriamoci sull’Alfiere in b7. Per attaccarlo con il nostro Alfiere dovremmo prima spostare il Cavallo da f3. L’idea sarebbe spostare quel Cavallo in una casa in cui minaccia lo scacco o la Donna.

Cerchiamo ancora…

Se la nostra Donna si trovasse in c2 o in d3 potrebbe creare una rete di Matto grazie al sostegno del Cavallo. Ovviamente, come sta in questo momento la posizione, l’attacco di scoperta del cavallo in g5 non è effettuabile. Tuttavia non è stato tempo perso.

Rimaniamo ancora sull’idea dell’Alfiere in b7.

Se avessimo la Donna in b3, ecco che riusciamo a creare una seria minaccia sul pedone in c5. Infatti entrmabi i pedoni d6 e b6 non possono rispondere alla cattura.

Quindi il Bianco dispone di diverse minacce: Dc2 o Dd3, oppure Db3.

Bene, queste mosse sono le minacce disponibili. Tuttavia una minaccia non significa nulla se non porta ad una linea di gioco forzata e soprattutto non ha senso portarla se questa non migliora la nostra posizione.

Tra principianti si vede spesso dare scacco solo per il gusto di farlo. Sembra quasi che lo scacco porti pian piano alla vittoria, ma ovviamente non è così. Dare scacco senza uno scopo è come minacciare un pezzo qualsiasi senza uno scopo. Più le minacce sono preparate dietro alla linee e non visibili ad un primo occhio e più queste saranno efficaci nel momento in cui verranno mostrate nel corso del gioco.

Vediamo com’è continuata poi la partita:

11. Dc2 Cc6 (la minaccia dell’attacco all’Alfiere in b7 con scoperta del nostro Cavallo già è andata a sfumare) 12. dxc5 bxc5 13. b3 (andando così ad aprire un’ottima diagonale per il proprio Alfiere) 13. … a5!

Questa mossa di Karpov è davvero forte.

Grazie a questa il Nero ha l’iniziativa con un attacco di minoranza.

In sostanza, la mossa 11. Dc2, giocata da Keres, non fu dunque la mossa migliore. Avrebbe dovuto cercare altre mosse all’undicesimo tratto, forse 11. Af4, 11. cxd5 o 11.b3, tutte mosse che migliorano la posizione anche se al momento esse non hanno alcun valore tattico

Osserviamo ora quest’altra posizione:

Qui siamo chiaramente in tutt’altro contesto e i motivi tattici sono sovrabbondanti. La difficoltà non sta dunque nel riuscire a trovarli ma nel riuscire a coordinarli. Sia il Bianco che il Nero hanno buoni temi tattici, guardiamoli insieme:

  • debolezza dell’ottava traversa con Re privo di mobilità;
  • Alfiere in c5 sospeso;
  • la Donna nera è sospesa;
  • la Donna nera è attaccabile dal Cavallo;
  • il Cavallo può minacciare il matto andando in e6 o f5;
  • il punto g7 è critico;
  • il Cavallo in d4 è debole;
  • l’Alfiere in e3 è indifeso;
  • il Cavallo in d4 è inchiodato;
  • il Re e l’Alfiere in e3 sono allineati sulla stessa diagonale.

A questo punto delle partita, il giocatore deve subito passare a cercare mosse candidate e calcolare varianti concrete. Sarebbe assurdo fare considerazioni posizionali e sulla struttura pedonale. Vediamo com’è andata a finire la partita:

1. Cc6 bxc6

1. … Axe3+ 2. Rh1 Dg8 3. Df8+ Dxf8 4. Txf8#

2. Axc5 Ad7

2. … h6 poteva tenere per un attimo la situazione ma dopo 3. Dg6 Ab7 4. Tf8+ il vantaggio del Bianco è considerevole.

3. Ad4 e5 4. Axe5 e vince.

Segue 4. … Dg8 5. Dxd7.

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