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Come creare un Piano di Gioco in una Partita di Scacchi

Così come nella vita reale, senza un piano non si va da nessuna parte.

Immagina il capitano di una nave che parte da un punto A ma non ha una meta. Si lascerà probabilmente trasportare dai venti e dal sentimento ma non arriverà mai ad una destinazione ben precisa.

La stessa cosa vale per lo scacchista. Giocare senza un piano di gioco significa spostare dei pezzi da una casella all’altra.

Con il piano di gioco, invece, i pezzi vengono spostati in modo armonioso verso un obiettivo.

La creazione di un piano serve dunque a sfruttare i minimi vantaggi e a ridurre al minimo gli svantaggi. Per fare tutto ciò, c’è bisogno prima di analizzare la posizione e comprenderla.

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Conosci quali sono i fattori che determinano la valutazione della posizione?

  • Vantaggio di materiale;
  • Ci sono colpi tattici immediati? Non puoi sviluppare un piano a lungo termine se fra qualche mossa il tuo avversario, tramite un colpo tattico, ti frega la Donna;
  • Vantaggi posizionali (sicurezza del Re, integrità della struttura pedonale, Alfiere o Cavallo cattivo, sviluppo, spazio etc.

Un’altra cosa importante quando si decide il proprio piano è che questo deve interrompere le mosse del tuo avversario, affinché egli non possa ignorare il tuo attacco (pena la sconfitta).

Ora ti mostro come si analizza una posizione e come si può creare un piano di gioco.

Guarda il diagramma sopra. Sei il Bianco. Che ragionamenti devi fare per iniziare a formulare un buon piano di gioco?

Ci sono intanto alcuni fattori importanti della posizione. Il Bianco ha 3 punti deboli. Il primo è il pedone in e3, e il Nero sta pressandolo con l’alfiere in c6. Poi ci sono i punti e4 e c4 che sono potenzialmente deboli.

Il Nero ha 4 debolezzeI pedoni c6 e a6 sono deboli, e i punti c5 e e5 sono facilmente controllabili dal Bianco.

Il Piano del Bianco potrebbe essere quello di fissare la debolezza del pedone c6, aprire in seguito la colonna “b”, ed entrare con i mezzi pesanti lungo quella colonna. Immagina una torre bianca in b6, attaccherebbe sia il pedone c6 che a6. Però prima bisogna cambiare gli alfieri scuri.

Il Cavallo spostandosi in a4 costringe l’alfiere in b6 alla ritirata (in a7). E una volta che il cavallo avrà raggiunto la casa c5 sarà invincibile poiché comprimerà tutta l’ala di Donna avversaria, rendendo inutile l’Alfiere in c8 (oltre che quello in b6 che nel frattempo sarà andato in a7).

Il Nero sarà costretto a cambiare l’Alfiere per il Cavallo, seguiranno poi sempre sulla stessa casa i cambi di Donna e… ecco che la colonna “b” si è aperta!

Ovviamente con questo non abbiamo vinto la partita ma abbiamo formulato un piano e lo abbiamo portato a termine.

Il Maestro Fide di Scacchi Morozov ha scritto per Mattoscacco il libro Piano Vincente, un “mattone” di 311 pagine di pura teoria sulla formulazione dei piani di gioco.

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Non mi resta che augurarti dunque buono studio, alla prossima!

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