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Le basi del pensiero tattico (video)

Adesso la smetto coi post sulla tattica con un ultimo articolo su come trovare le combinazioni.

Se avete iniziato da poco a risolvere esercizi di tattica, potreste semplicemente trovarvi nel panico. Certe mosse sembrano assolutamente inconcepibili, controintuitive, difficili da scoprire/vedere oppure, semplicemente, sembrano non seguire nessuna logica; voglio spiegare in questo articolo che non è così, che dietro le magie combinatorie bene o male ci sono sempre delle idee con le quali si può prendere dimestichezza, e tramite esse con la tattica in generale.

Le nozioni che dobbiamo tenere ben presenti sono, sostanzialmente, quelle di bersaglio e minaccia; in altre parole, è necessario guardare le posizione in cui ci troviamo e cercarne i punti deboli, che sostanzialmente sono rappresentati dai pezzi/pedoni indifesi e dal Re, target per eccellenza delle operazioni tattiche.
Questo esame non ha niente a che fare con la valutazione posizionale della posizione, è semplicemente un esame dei punti deboli, dei punti che possono essere colpiti. Una volta individuati i punti deboli ci si mette alla ricerca delle opportunità tattiche; per fare questo, cerchiamo di identificare nella posizione quali sono gli elementi che aumentano il PT; se sono presenti questi elementi, allora focalizzare l’attenzione su di essi, e vedere se possono essere in qualche modo sfruttati.

Insomma, non si deve orientare la nostra analisi delle mosse completamente a casaccio: molti quando si trovano a risolvere esercizi iniziano subito a calcolare tutti i sacrifici più improbabili presenti nella posizione, e dopo un po’ magari qualche esercizio lo risolvono pure, ma un approccio del genere ovviamente è assolutamente improponibile in partita; la nostra ricerca dei tatticismi deve essere orientata dai fattori della posizione che aumentano il PT, che funzionano come una sorta di bussola che ci dice dove rivolgere la nostra attenzione. Ci sono inchiodature? Guardiamo se c’è modo di sfruttarle; l’avversario ha il Re esposto? Vediamo se c’è modo di sfruttare la sua posizione. Ci sono dei pezzi sospesi? Vediamo se c’è versi di attaccarli in qualche modo.

La combinazione può, tra l’altro, essere vista anche come un processo di problem solving: ad esempio, vediamo che un pezzo è sospeso e allora cerchiamo delle mosse che lo attacchino, se non altro per cercare di trarre vantaggio dalla sua posizione indifesa; vediamo che il Re potrebbe subire matto in un punto ma quel punto è difeso da un pezzo e allora cerchiamo il modo di togliere di torno quel pezzo il prima possibile; vediamo che la Donna si è avventurata nel nostro campo e ci chiediamo se c’è modo di intrappolarla, e allora iniziamo a cercare le mosse migliori per limitare la sua mobilità; vediamo che la posizione del Re è abbastanza esposta e ci chiediamo se c’è modo di dare matto, allora vediamo che con una certa disposizione dei pezzi il matto è possibile, e allora ci chiediamo in che modo possiamo raggiungere quella disposizione dei pezzi; abbiamo un pedone vicino alla promozione e quindi ci chiediamo se c’è modo di farlo avanzare, anche magari a costo di sacrificare un nostro pezzo; vediamo che non ci sono pezzi a difesa dell’arrocco nemico e quindi ci rendiamo conto che potrebbe essere possibile un sacrificio al solo scopo di aprire linee, e così via: spesso grandi giocatori si sono fatti sfuggire delle combinazioni assolutamente banali perché erano in una posizione in cui non si chiedevano come poter sfruttare una data debolezza, ma quegli stessi giocatori non si sono lasciati sfuggire combinazioni allucinanti di dieci o più mosse; questo essenzialmente perché nel secondo caso avevano visto qualcosa che si poteva sfruttare e quindi si sono messi alla ricerca, mentre nel primo non si sono posti il problema e si sono fatti sfuggire una possibilità assolutamente banale.

Quindi, ricapitolando:
1)Cerchiamo gli elementi che aumentano il PT
2)Troviamo un modo per sfruttarli al meglio

Col prossimo video cercherò di rendere chiaro questo procedimento…

Mi si potrebbe obiettare che questo è un procedimento utile per risolvere esercizi, ma non per vedere le combinazioni in partita.
La mia idea, essenzialmente, è che in partita dovremmo cercare volta volta, mossa per mossa, di fare attenzione a questi elementi che aumentano il PT; all’inizio i pezzi sono molto lontani, ma bene o male già dopo le prime mosse di apertura si può vedere come inizino a crearsi delle minacce, come i pezzi inizino ad interagire l’uno con l’altro; tuttavia, secondo me, il punto è che negli scacchi si gioca una mossa per uno, quindi di fatto il numero di cose che dobbiamo tener presente ogni volta che muoviamo è relativamente limitato, ovvero: nuovi elementi che aumentano il PT dopo la nostra mossa, elementi che aumentano il PT dopo la mossa dell’avversario. Dopo una sola mossa bene o male è difficile che siamo costretti a valutare moltissimi nuovi elementi, possiamo farlo anche in maniera quasi automatica senza dover perdere di volta in volta troppo tempo nel calcolo; d’altro canto non si può bene o male MAI prescindere dagli aspetti tattici della posizione, quindi anche nel caso che gli elementi che aumentano il PT siano tanti, bene o male devono comunque essere presi in considerazione, pena il rischio di vedere la partita terminare in maniera rapida e violenta. D’altro canto, come ho già detto, a meno che uno non sia un giocatore particolarmente tattico (e in quel caso dovrà essere estremamente ferrato in materia), il numero di elementi che vanno presi in considerazione non è mai eccessivo; l’analisi del video può sembrare lunga da eseguire ad ogni posizione, ma questa è una sorta di illusione dovuta al fatto che ci troviamo in una posizione a partire da zero, senza avere idea di come la partita si sia evoluta precedentemente; se ripetiamo il processo mossa per mossa si vede abbastanza chiaramente come si tratti di una cosa automatica che prende poco tempo sull’orologio.
Insomma, riassumendo, in partita dobbiamo far caso a come ogni mossa crea elementi che alterano il PT della situazione e, se vediamo che alcuni sono presenti, chiederci di volta in volta se noi o il nostro avversario (esiste anche lui eh!) siamo in grado di sfruttarli.

Ultima cosa: all’inizio ho scritto che la ricerca degli elementi che aumentano il PT di una posizione è una cosa completamente diversa dalla valutazione posizionale della posizione, ma ad essere sinceri si tratta, per varie ragioni, di un’affermazione non particolarmente corretta:
1)Gli elementi che aumentano il PT spesso sono anche elementi posizionali: Re esposto, pedone vicino a promozione, massa pedonale mobile, debolezza delle case di un colore, pezzi che per una ragione o per l’altra non possono muoversi, tutti questi sono sì elementi tattici, ma che fanno anche assolutamente parte della componente strategica.
2)Il fatto che una posizione sia estremamente tattica è una cosa che incide moltissimo sul carattere di una posizione: non tratteremo certo allo stesso modo una partita di arrocchi eterogenei dal centro aperto rispetto ad una con centro chiuso e arrocchi omogenei…
3)Può capitare che un tatticismo non venga usato per guadagnare materiale, ma anche solo per conseguire vantaggi strategici o cambiare le caratteristiche salienti della posizione (es la struttura pedonale); insomma, la tattica può servire, volendo, da “detonatore” della posizione, perché magari dopo una girandola tattica ci si ritrova in una posizione completamente differente
Insomma, questo per dire che, sostanzialmente, tattica e strategia non possono e non devono essere divise in compartimenti stagni; l’una è in funzione dell’altra, tra le due ci sono moltissime interconnessioni, credere di poter giocare solo con una ignorando l’altra è semplicemente sbagliato; ciò ovviamente non toglie che in sede di allenamento la suddivisione sia perfettamente sensata…

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8 thoughts on “Le basi del pensiero tattico (video)”

  1. Kasper says:

    Articolo (e video) molto interessanti. Ne approfitto per augurare buone feste a te, a Christian e a tutti gli utenti di Mattoscacco.Ciao!

  2. Maurizio says:

    Grazie mille per l’articolo e la videolezione.

  3. Christian says:

    Grazie mille Kasper, auguroni di cuore anche a te e a tutti i nostri cari utenti!! Auguri!!!!!!

    Christian & Mario

  4. Pensieriscacchistici says:

    Video molto carino, complimenti!

  5. Antonio says:

    Complimenti per la chiarezza espositiva. Il video è molto molto utile ed interessante. Grazie.

  6. Leonardo says:

    video stupendo e chiarissimo. complimenti!

  7. Barone says:

    Sicuramente sbaglio e la soluzione è banale, visto che non viene spiegata, ma non capisco come il Nero ottenga il matto in prima traversa (prima che il Bianco possa crearsi un luft per dare aria al Re) se a 14′ e 45” del video il Bianco gioca Torre in f1.
    Qualcuno ha in mente la variante necessaria?

    Grazie, e complimenti per l’utilissima lezione.

    p.s. gli elementi che aumentano il “potenziale tecnico” li ho visti chiamre da qualche autore inglese “seeds of tactical destruction”: questa espressione, resa indimenticabile da un certo sapore biblico, evocativo di scenari apocalittici, potrebbe essere adattata anche in italiano per una maggiore efficacia sullo studente del Gioco…

  8. Agostino says:

    A prima vista sembra anche a me che Tf1 protegga tutto…

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