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Ecco come si Dovrebbe Studiare Un’Apertura

1. Introduzione

Devo ammettere che questo testo è stato davvero difficile da scrivere.
In primo luogo, c’è una vasta letteratura che è facilmente reperibile sia nel formato classico dei libri che in quello più moderno di articoli sparsi per internet.

In secondo luogo, un metodo per studiare le aperture varia a seconda della categoria, della forza di gioco (che non sempre corrisponde alla categoria)  e delle motivazioni del singolo scacchista. Non si può chiedere ad un principiante di studiare le aperture come un Gran Maestro o anche solo come se fosse un maestro. Sarebbe  controproducente, inutile e deludente. Quanti giocatori di scacchi si sono demoralizzati vedendo che era impossibile memorizzare tutte quelle linee delle loro aperture preferite contenute, ad esempio, nella Enciclopedia delle Aperture?
Per tutte queste ragioni, ho deciso di scrivere un articolo per i principianti. Vorrei scriverne anche uno per i giocatori di forza intermedia. Si vedrà.

Infine, vorrei fare una breve introduzione che contiene alcune idee sui libri di apertura, e l’industria che lo circonda.

Certo, perché si tratta di  un’industria cosa credevate?

2. Libri di apertura: fast food per i giocatori.

Ho l’idea che i libri di apertura (almeno il 90 per cento di questi, ad essere condiscendente) sono il McDonalds del mondo degli scacchi: molti dei libri di apertura sono come dei “fast food” per i giocatori perché sono facili da fare, sono facili da consumare, è facile far credere al consumatore che le aperture di  scacchi sono un bene per la loro salute “scacchistica” (né più né meno di quei prodotti che promettono dimagrimenti rapidi e miracolosi) , invecchiano rapidamente (tutti hanno una data di scadenza molto breve) e così si rinnova il ciclo: fare dei libri nuovi di apertura. Più o meno simili ai precedenti.

 Non so se vi capita di andare in qualche circolo di scacchi. Se lo fate, fate questo esperimento:  guardate la biblioteca. Di solito c’è una libreria e, sullo scaffale in cui si suppone di avere libri di scacchi, troviamo un sacco  di libri di  aperture con titoli altisonanti come “Beat the X apertura”, “Gioca la difesa  Z “o” Vincere con la difesa Y ” ed altri del genere.

Al contrario,  i libri su altri argomenti a malapena riempiono una fila.

Tutto questo va a vantaggio degli editori. I libri di aperture vendono e vendono anche bene. Il motivo?  Il motivo è semplice: i giocatori di scacchi vogliono imparare a non perdere in poche mosse  e vorrebbero sapere sempre una mossa in più del loro futuro avversario. Ecco perchè ci sono tanti libri sulle aperture: perché gli editori e gli autori ci convincono (mi ci metto di mezzo anche io) che l’apertura è la fase più importante del gioco.  Ma in realtà le cose non stanno esattamente così.

La verità è che per un Maestro ora è molto facile fare un libro mediocre su qualsiasi apertura o vendere un ebook su un sito web. I database che già superano i cinque milioni di partite e gli attuali motori di ricerca nei database forniscono un prezioso materiale teorico sul quale costruire i loro libri. Il più delle volte i testi sono solo delle compilazioni di mosse e nulla più. Ci sono, ovviamente delle eccezioni.

3. I principianti

Innanzitutto è bene che io spieghi cosa intendo quando parlo di principianti.

Sono principianti coloro che già conoscono:

come spostare i pezzi,
le regole principali,
principi di base,
i finali elementari

che sanno risolvere con relativa facilità le combinazioni o continuazioni forzate di un paio di mosse.

Detto questo è il momento di fare un altro passo in avanti e questo passo è relativo allo studio di alcune aperture. Uno schema di apertura dovrebbe perseguire tre obiettivi:

  • il controllo del centro,
  • lo sviluppo dei pezzi,
  •  la sicurezza del re. 

Inoltre devono sapere che e che in questa fase sono considerate perdite di tempo:

  • movimenti consecutivi di un pezzo
  • far uscire la Regina troppo presto
  • catture avventate di alcuni pedoni.

Sicuramente tutti voi conoscerete questi principi, almeno in linea teorica, però può succedere che in una partita seria questi principi a volte vengano dimenticati.

Prima di spiegare qualsiasi metodo, voglio rispondere a questa domanda: quale dovrebbe essere il repertorio di un principiante?

I miei suggerimenti:

Con Bianco aprite 1.e4 e contro le varie difese del nero, giocate sistemi aperti fra quelli che più vi danno opportunità di attacco come, ad esempio, i gambetti.  Evitate se possibile di fossilizzarvi in  aperture chiuse e senza fantasia come l’ Attacco Indiano e sistemi simili.  Evitate anche  i sistemi universali perché vi possono dare buoni risultati all’inizio ma, quando progredite, vi accorgerete che vi hanno tarpato le ali della fantasia.

Ovviamente mi si potrà contestare che anche giocare i gambetti ha qualche punto debole. E’ vero, ma faccio mio il consiglio di molti famosi allenatori di scacchi che sostengono che all’inizio ogni giocatore dovrebbe passare attraverso le varie fasi passate dal mondo degli scacchi partendo dal periodo romantico per approdare poi all’approccio ipermoderno passando dal moderno.

Veniamo al gioco come Nero.  Ebbene, ancora una volta, suggerisco un approccio classico: contro 1. e4 giocare la difesa simmetrica 1.., e5

Anche la siciliana è buona ma andrebbe usata dopo aver preso dimestichezza con i giochi aperti.

Contro 1. d4 il discorso è uguale. Giochiamo 1.., d5 e cerchiamo di aprire il gioco. La Difesa Tarrasch, ad esempio, è un’ottima scelta per almeno due motivi: è poco conosciuta (mi riferisco sempre ai livelli da principiante, naturalmente) e consente uno sviluppo attivo dei pezzi. In più insegna a giocare con il Pedone di Donna isolato. Alla fine di questo articolo vedremo anche il gambetto Albin.

Questa è la fase nella quale il giocatore dovrebbe cominciare a conoscere se stesso per capire che tipo di stile ha, in quali posizioni si trova meglio e in quali peggio e così via.  Questo gli eviterà di commettere l’errore di saltare le fasi, e iniziare a giocare “le aperture dei Grandi Maestri” impiegando nello studio di varianti complicatissime (e che non useranno mai) quel tempo che avrebbero dovuto invece dovrebbe usare per imparare le altre fasi del gioco.

4. Un metodo per studiare le aperture per i principianti.

Per questo è necessario un libro o un database con partite commentate che non si limitino ai semplici segni dell’ Informatore ma che esprimano a parole i piani di gioco. Il semplice segno “con l’idea di…” seguita da una mossa non basta. Bisogna che il commentatore spieghi l’idea in maniera chiara.

Raccogliete queste partite e di tanto in tanto riguardatele, magari mettendole a confronto con altre che avrete trovato nel frattempo. Molto utili sono i commenti di  riviste come Torre e Cavallo o i libri della serie “Starting Out…

Se potete cercate di concentrarvi sulle miniature che sono partite di una ventina di mosse. Le miniature insegnano quali sono gli errori tipici, i meccanismi tattici, le rotture di pedone tematiche e come vanno collocati i pezzi sia in attacco che in difesa.

Facciamo un esempio pratico. La seguente partita l’ho giocata io in un torneo lampo parecchio tempo fa ma, prima di me, altri giocatori hanno vinto con la stessa combinazione.

1. d4 d5  2. c4 e5

Questo gambetto attualmente porta il nome di Albin dal giocatore di origine rumena ma austriaco di adozione che lo usò contro Lasker al torneo di New York nel 1893. In realtà il primo ad adottarlo era stato l’italiano Mattia Cavallotti al torneo di Milano nel 1881.

Il gambetto non è del tutto soddisfacente anche se recentemente Morozevitch ha cercato di riabilitarlo, ma è comunque interessante. Il Bianco deve accettare il sacrificio perché altrimenti la condotta del Nero sarebbe ampiamente giustificata.

3. dxe5 d4  4. e3?!

E’ comprensibile l’ansia del Bianco di eliminare il cuneo in d4 ma questa spinta andava preparata da 4. a3 ( la linea moderna) o dalla più classica 4. Cf3 seguita da g3

4.., Ab4  5. Ad2 dxe3! 

 

6. Axb4?

 

Il Bianco cade nella sua stessa trappola. Convinto di guadagnare un pezzo non si accorge di finire in posizione perduta. Doveva proseguire con 6. fxe3 Dh4+ e il Nero ricattura in e5 e ha una posizione migliore ma il Bianco ha qualche chance. Ora invece è una catastrofe.

6. … exf2  7. Re2 fxg1=C+!!

 

Inconsueta e brillante.  Ora il Bianco avrebbe dovuto giocare 8. Re1.

8. Txg1?  Ag4+  Il B. abbandona. 

Cosa abbiamo imparato? Con il Nero sappiamo che il cuneo centrale in d4 non può essere scalzato facilmente. Con il Bianco abbiamo imparato che nelle posizioni aperte nelle quali abbiamo anche un vantaggio di materiale, la cosa più importante è mettere al sicuro il Re.

TM

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